A Ugento, in provincia di Lecce, Filippo Berio, marchio storico di Salov, sostiene per tre anni la ricerca su ulivi resistenti
Salov, attraverso il marchio storico di olio extravergine di oliva Filippo Berio, ha firmato un accordo di partenariato pubblico-privato con l’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ipsp), l’organizzazione non profit Save the Olives e l’azienda agricola Melcarne, che opera con il marchio Forestaforte. L’obiettivo è rafforzare la ricerca contro la diffusione della Xylella fastidiosa e sostenere la ricostruzione delle aree del Salento colpite dal batterio. La firma è avvenuta in contemporanea con l’inaugurazione di uno dei campi sperimentali più estesi dedicati allo studio della malattia, realizzato a Ugento.
Un laboratorio mobile per la selezione delle piante
L’accordo, della durata di tre anni, prevede il potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e delle attività sperimentali sul campo. Al centro del progetto c’è un laboratorio mobile che permette di coltivare piante sperimentali in condizioni controllate, accelerando i tempi di selezione e screening delle varietà di ulivo resistenti al batterio. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Cnr-Ipsp, l’azienda agricola Melcarne e Save the Olives, e si affianca ai progetti già avviati da Salov a Villa Filippo Berio, laboratorio agronomico di 75 ettari dedicato a innovazione e biodiversità olivicola.
«Con questo partenariato vogliamo contribuire a sostenere un progetto di lungo termine con un approccio operativo sul campo, valorizzando gli investimenti della ricerca pubblica», ha dichiarato Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Salov – Filippo Berio, aggiungendo che l’azienda intende condividere i risultati della propria ricerca con il resto del comparto olivicolo.

L’impatto economico della Xylella in Puglia
La Xylella fastidiosa è un batterio originario del continente americano, arrivato in Europa e in Puglia con una variante particolarmente aggressiva verso gli ulivi. Il patogeno blocca i vasi xilematici della pianta, impedendo il passaggio di acqua e nutrienti fino al disseccamento e alla morte dell’albero. Nel 2025 è stato segnalato un nuovo focolaio esteso sul Gargano, nella parte settentrionale della regione.
I numeri, secondo una stima di Coldiretti Puglia, sono pesanti: un impatto economico di circa 2,9-3,0 miliardi di euro sul territorio pugliese dal 2013 a oggi, tra perdita di produzione olivicola, calo del reddito agricolo nel Salento e circa 600 mila giornate di lavoro perse. La sorveglianza fitosanitaria, ora obbligatoria in tutta Europa, ha comunque individuato ceppi del batterio anche fuori dalla Puglia, in Toscana, Lazio, Francia, Spagna e Portogallo, dove in alcuni casi ha colpito mandorlo e vite oltre all’ulivo.
La ricerca sul campo del Cnr
Maria Saponari, ricercatrice del Cnr ed esperta di Xylella, ha spiegato che l’istituto lavora da anni sulla selezione di piante resistenti al patogeno, a partire dalle prime evidenze raccolte nei focolai pugliesi. Secondo Saponari, il coinvolgimento delle aziende private è stato determinante fin dall’inizio della sperimentazione, sia per il sostegno economico sia per accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca al mondo produttivo.
Al progetto partecipa anche Save the Olives, organizzazione non profit di volontari nata per sostenere azioni di salvaguardia del patrimonio olivicolo pugliese, di cui l’attrice Helen Mirren è ambasciatrice. «Gli ulivi della Puglia non sono solo alberi: sono memoria, paesaggio, lavoro e cultura», ha dichiarato l’attrice premio Oscar in un messaggio diffuso in occasione della cerimonia. Mirren ha aggiunto che la Xylella ha colpito duramente il territorio senza comprometterne il futuro, e che il sostegno alla ricerca, insieme alla collaborazione tra imprese, mondo scientifico e comunità locali, è oggi necessario per garantire alle prossime generazioni un territorio ancora fertile. Secondo l’attrice, la tutela degli ulivi riguarda un patrimonio che va oltre i confini regionali, con un valore che interessa l’intero Paese.
All’inaugurazione del campo sperimentale di Ugento hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali, una delegazione dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e un gruppo internazionale di scienziati.

Il commento di Nomisma
Paolo De Castro, presidente di Nomisma e di Filiera Italia, non ha potuto partecipare di persona alla cerimonia, ma ha inviato un messaggio in cui ha ricordato come la Xylella sia stata, fin dall’inizio, sottovalutata. De Castro ha parlato di una «batteriosi da quarantena» che ha contribuito alla desertificazione di alcune aree rurali del Salento, un fenomeno che secondo lui riguarda ormai diverse zone del Mediterraneo, non solo la Puglia. Nel suo messaggio ha definito l’impianto di un olivo resistente al batterio, avvenuto nel corso della cerimonia, un segnale di rilancio per il settore, sia sul piano produttivo sia per la tutela del paesaggio olivicolo salentino.
La sorveglianza fitosanitaria europea considera la Xylella fastidiosa tra le principali emergenze per l’intera area mediterranea: il batterio non colpisce soltanto l’ulivo, ma anche altre specie di interesse agricolo come mandorlo e vite. Una sua ulteriore espansione nei Paesi olivicoli del Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia, avrebbe conseguenze rilevanti sull’intera filiera dell’olio, rendendo la ricerca su varietà resistenti una priorità che va oltre i confini del Salento.
