Hotel VRetreats: la mixology racconta l’Italia

Quattro hotel VOIhotels, da Siracusa a Firenze, traducono in cocktail miti siciliani, casate romane e maestri del Rinascimento

Il banco di un bar d’albergo è sempre stato un luogo di frontiera. Ospite e barman si siedono su sponde opposte dello stesso ripiano, separati da qualche centimetro di legno o marmo, ma accomunati da un rito che non è mai del tutto pubblico né del tutto privato. In questo spazio intermedio, VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels dedicato alle dimore storiche italiane, ha scelto di costruire qualcosa di più ambizioso di una semplice proposta di aperitivo: quattro drink list capaci di raccontare il territorio, la storia e le persone che lo hanno abitato.

Palazzo Artemide a Ortigia, Atlantis Bay a Taormina, Donna Camilla Savelli a Roma e Il Tornabuoni a Firenze: strutture diverse per clima, latitudine e carattere architettonico, accomunate da un approccio alla mixology che usa i cocktail come si usano le guide di viaggio. Non solo un elenco di ingredienti, ma una narrazione.

Ortigia e Taormina: miti di Sicilia nel bicchiere

Palazzo Artemide occupa dal 1880 due lati della piazza che ospita la Cattedrale e l’Arcivescovado di Siracusa. Dal suo Amunì Cocktail Bar arriva quest’estate la drink list «Sicilia Contemporanea», costruita intorno al concetto di genius loci: ogni cocktail porta il nome di un siciliano che ha lasciato un segno nella musica, nel teatro, nella scrittura. Rosa Balistreri, la cantante folk di Licata, diventa un assemblaggio di Bourbon, riduzione di Cherry Amantillado, Timous Amaro e Campari all’arancia. Andrea Camilleri, nel bicchiere, è Gin, alga rossa siciliana, basilico, cordiale di pompelmo e ciliegino, soluzione salina, CO2: una composizione volutamente marina e iodica, quasi una trascrizione organolettica della Sicilia che lo scrittore ha ossessivamente raccontato.

Pirandello osserva il cocktail, luce e ombra, realtà e finzione - Un sorso e si dissolve la maschera
Pirandello osserva il cocktail, luce e ombra, realtà e finzione – Un sorso è si dissolve la maschera

Accanto alla lista alcolica, il bar propone mocktail senza alcol dedicati ai miti dell’isola, una scelta che risponde al trend dello Zebra Striping, la pratica di alternare bevande alcoliche e analcoliche durante la serata. Scilla & Cariddi: Vortice di Seduzione porta cordiale al mandarino, Gin Tanqueray 0, soda lime e zenzero, con un cubetto di ghiaccio rivestito di burro di cacao.

A Taormina, il Kori Bar dell’Atlantis Bay, l’unico hotel posizionato direttamente nei pressi della Baia delle Sirene, ha strutturato la drink list «Dall’Abisso all’Olimpo» come un percorso verticale: si parte dalle profondità marine siciliane e si risale verso l’Olimpo della Trinacria, l’antico nome dell’isola. Il barman lavora su ghiaccio, acqua e sale per costruire una progressione di sapori che cambia ad ogni sorso. Colapesce, il leggendario pescatore della tradizione siciliana, diventa Tanqueray 10 con soluzione salina di Trapani, Vermouth orange infuso all’alga kombu, olio essenziale di femminello bruciato. Aretusa, la ninfa trasformata in sorgente per sfuggire al dio fluviale Alfeo, è invece Agave, pompelmo e acqua di fiori d’arancio sodato — dolce, volatile, leggermente sfuggente.

Roma: alchimia di palazzo

Il Donna Camilla Savelli occupa un convento seicentesco progettato da Francesco Borromini nel cuore di Trastevere. L’Elementa Lounge Bar & Bistrot ha scelto come filo conduttore le grandi famiglie nobiliari romane, raccolte nella drink list «Dinastie Alchemiche». L’idea è semplice: ogni ingrediente racconta un tratto caratteristico della casata che dà il nome al cocktail.

La Famiglia Pamphilj, quella di papa Innocenzo X e della celebre Piazza Navona, costruita sull’impianto di uno stadio romano, diventa un drink a base di vodka al miele, decotto di foglie d’ulivo, limone, sciroppo di zucchero e soda all’arancia. La Famiglia Barberini, le cui api compaiono sullo stemma tanto nei palazzi quanto nel baldacchino del Bernini in San Pietro, è invece Gin Disonesto London Dry, cordiale di pomodoro e soluzione salina: asciutto, minerale, con qualcosa di instabile sotto la superficie.

Colapesce
Colapesce

Firenze: sorsi di Rinascimento

Al quinto piano de Il Tornabuoni, uno dei palazzi quattrocenteschi del centro storico fiorentino, la The Butterfly Terrace guarda i tetti della città con una drink list che ha l’ambizione di un percorso museale. «Spirito del Rinascimento» suddivide le proposte per epoche: dal Rinascimento fiorentino con Michelangelo e Botticelli, attraverso l’Ottocento letterario e il Romanticismo, fino all’arte moderna di Modigliani.

Leonardo Sabatini, il nome è un omaggio a Leonardo da Vinci, ma anche al fiorentinissimo Sabatini, oste e personaggio cittadino, combina Gin, Campari, Sweet Vermouth antica formula, Poire & Williams Cognac, Cynar, China Martina, cannella e anice stellato: un cocktail lungo e complesso, costruito su strati che si spostano mentre si beve. Puccini, inserito nella sezione dedicata all’Ottocento, è Eagle Rare 10 anni con Bullet Rye, shrub di pera e maggiorana, bitter: una combinazione che prova a restituire qualcosa del melodramma — non il testo, ma la tensione drammatica.

Il bar come strumento narrativo

Quello che VRetreats sta sperimentando con queste quattro drink list non è un fenomeno isolato. Da almeno un decennio, i bar degli hotel di fascia alta hanno smesso di essere semplici punti di ristorazione complementari alle camere e hanno cominciato a costruire identità proprie. In alcuni casi sono diventati attrattori autonomi, frequentati da chi non alloggia in struttura.

La mixology tematica quella che parte da un concept narrativo e lo traduce in ingredienti, tecniche e presentazione, è uno degli strumenti più usati in questa direzione. Funziona perché dà al cliente qualcosa da leggere prima di bere, un contesto che amplifica l’esperienza e la rende ricordabile. L’approccio di VRetreats è particolarmente coerente perché il concept narrativo, la storia del luogo, le persone che vi hanno vissuto, coincide esattamente con il posizionamento del brand: dimore storiche come custodi di memorie. Il cocktail diventa, in questo senso, un formato di narrazione aggiuntivo rispetto all’architettura, all’arredamento e all’offerta culturale delle strutture.


Informazioni VRetreats.

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