L’azienda di Belpasso lavora cultivar Igp siciliane a mano e produce confetture proteiche e creme al pistacchio e cioccolato
Agrisicilia, con sede a Belpasso alle pendici dell’Etna, trasforma in marmellate e creme spalmabili una selezione di agrumi siciliani: Arancia di Ribera Dop, Arancia Rossa di Sicilia Igp, Limone di Siracusa Igp, Mandarino Tardivo di Ciaculli, bergamotto e arancia amara. La filiera è corta per scelta: rapporto diretto con cooperative agricole locali, tracciabilità dalla raccolta alla cottura, approvvigionamento circoscritto all’isola. Lavorare varietà autoctone a rischio di abbandono significa, nei fatti, tenerle in vita e proteggere la biodiversità della Sicilia.
Mondatura a mano, una scelta di metodo
Il passaggio più caratteristico del processo è la mondatura manuale degli agrumi. Ogni frutto viene pulito e selezionato individualmente prima di entrare in cottura. L’operazione rallenta la linea rispetto alla lavorazione meccanizzata, ma permette di eliminare pezzo per pezzo i frutti non idonei e di preservare l’equilibrio tra gli zuccheri naturali e le componenti aromatiche della scorza.
È un metodo che richiede manodopera qualificata e tempi più lunghi. Agrisicilia lo mantiene come standard sull’intera gamma di confetture e marmellate.

La linea +Protein e le creme spalmabili
Sul fronte dell’innovazione, l’azienda ha sviluppato +Protein: confetture senza zuccheri aggiunti, arricchite con proteine del collagene bovino. Il prodotto risponde a un segmento di consumatori che cerca un profilo nutrizionale più funzionale senza rinunciare alla base fruttata.
Accanto alla produzione agrumicola cresce anche la gamma delle creme spalmabili con ricette diverse: CremaMisù (ispirata al tiramisù), PistiChoc(pistacchio e cioccolato), ChocoCoffee (cacao e caffè), CoffeeDream, crema al Pistacchio al 20% e crema alle Mandorle. Una linea rivolta anche ai mercati internazionali, affiancata alla tradizione senza sostituirla.
Il contesto: clima e cultivar in difficoltà
L’agrumicoltura siciliana attraversa una fase difficile. Ondate di calore prolungate, piogge irregolari e la diffusione di patologie come il citrus greening stanno riducendo le rese di alcune cultivar storiche. Per i trasformatori che hanno costruito la filiera intorno alle varietà autoctone, il risultato è un approvvigionamento più incerto e costi in crescita.
La collaborazione con cooperative territoriali è la risposta di Agrisicilia a questa pressione. Sofia Mammana, amministratore unico dell’azienda, descrive la posizione in questi termini: «Scegliere gli agrumi siciliani significa custodire l’identità della nostra terra e valorizzare una filiera fatta di qualità, persone e tradizione. Allo stesso tempo, continuiamo a innovare per rispondere alle nuove esigenze del mercato senza perdere il legame con le nostre radici».
