Ha aperto in via della Moscova il primo hand roll bar nikkei: Luis Arévalo porta a Milano il format nato a Madrid nel 2023
Si amplia il panorama dei ristoranti etnici a Milano, dal 21 maggio Akiro ha aperto in via della Moscova 50 a Milano, portando in Italia il primo hand roll bar nikkei. Dietro al progetto c’è Luis Arévalo, chef peruviano originario di Iquitos, che nel 2010 a Madrid aveva già aperto Nikkei 225, il primo ristorante di cucina nippo-peruviana in Europa. Dopo Madrid, Barcellona e Chicago, Milano è la quarta città a ospitare il format. A gestirne la sede italiana sono Giovanni Gottardi e Vittorio Mozzi come soci locali.
Un banco, niente tavoli
Il concept si regge su una scelta precisa: si mangia solo al banco. Gli ospiti siedono direttamente di fronte agli chef, che preparano gli hand roll uno alla volta e li consegnano non appena finiti. La logica è tecnica: il nori deve rimanere croccante, il riso caldo, il pesce freddo. Servire tutto insieme — come nella ristorazione tradizionale — vanifica il senso della preparazione.
Arévalo ha spiegato più volte la radice storica della cucina che propone: «I giapponesi arrivati in Perù non trovavano i prodotti della loro tradizione. Così iniziarono a cucinare peruviano usando soia, zenzero, alghe e tecniche giapponesi. È da lì che nasce la cucina nikkei».

Il menu è stretto: hand roll costruiti con pesce selezionato, riso condito con aceto di riso, nori tostato al momento e salse signature ispirate ai sapori nikkei. Niente corsi intermedi, niente carta dei dessert.
Una scena nikkei già avviata
Akiro arriva in un contesto dove la ristorazione internazionale ha smesso da tempo di essere un fenomeno marginale. Secondo dati Nomisma-Demetra, nel 2024 il settore del cibo etnico in Italia ha registrato un incremento del +5,1% a valore, con oltre 50.000 ristoranti e take-away di cucine straniere distribuiti sul territorio nazionale. La Lombardia è la regione con la concentrazione più alta; Milano da sola raccoglie il 36% dei ristoranti cinesi censiti su TheFork.
Il rapporto Fipe 2026 indica che le imprese a titolarità straniera rappresentano il 15% del totale della ristorazione italiana — quasi 50.000 unità attive — con una quota più alta nei ristoranti (16,8%) rispetto ai bar (12,6%).
La cucina nikkei in particolare non è una novità per la città, l’apertura di Akiro si inserisce in una scena già strutturata, ma con un format che nessun altro ha finora proposto in Italia: solo banco, solo hand roll, solo servizio espresso.

Lo spazio
Il progetto degli interni è firmato da Daniela Bedoya, lead architect di B-D/Sign_, con l’interior designer Sandra Rizo Patrón. I materiali scelti, rovere massello, cemento a vista, luci radenti, rimandano all’estetica giapponese del wabi-sabi. Il banco non è un separé tra cucina e sala: è il centro fisico dell’intero locale, e tutta la disposizione degli spazi è organizzata attorno a esso.
Lo schema riprende quello delle sedi di Madrid e Barcellona, adattato alle proporzioni dell’immobile milanese.
Da Madrid a Milano in tre anni
Akiro nasce nel 2023 a Madrid, si espande a Barcellona e poi a Chicago. L’apertura di Milano, prima sede italiana, chiude un percorso europeo avviato in meno di tre anni. Gottardi e Mozzi descrivono la scelta della città come «portare a casa questo progetto»: entrambi sono milanesi, e via della Moscova è per loro un territorio familiare, non una piazza estera da conquistare.
La formula solo a banco impone ritmi di servizio diversi rispetto alla ristorazione tradizionale e richiede una cucina completamente a vista. Ogni passaggio degli chef — dall’apertura del pesce alla chiusura del roll — avviene a pochi centimetri dagli ospiti seduti.
