Due specie di lepidotteri notturni mai censite prima in Italia meridionale trovate nella tenuta calabrese di Librandi, in Calabria
Nei vigneti della Tenuta Rosaneti di Librandi, a Cirò Marina, i ricercatori del Centro Nazionale di Ricerca Agritech e del Crea hanno trovato due specie di lepidotteri notturni che in Calabria non erano mai state censite. Una delle due non era mai stata registrata nemmeno in tutta Italia continentale. Il monitoraggio si è concluso nel 2025. Le farfalle erano lì perché i vigneti, coltivati secondo criteri che privilegiano la fisiologia della pianta rispetto alla resa, avevano creato le condizioni giuste per ospitarle.
Le farfalle non mentono
Il monitoraggio, coordinato da Stefano Scalercio con il contributo di Marco Infusino e Giada Zucco, ha portato alla prima segnalazione in Italia continentale di Anthracia ephialtes (Hübner, 1822) e alla prima in Italia meridionale di Eublemma cochylioides (Guenée, 1852). Entrambe le specie risultano oggi note, sull’intero territorio calabrese, esclusivamente per il sito di Librandi.
I lepidotteri notturni non tollerano ambienti degradati: colonizzano solo habitat in cui le condizioni ecologiche sono genuine, il che li rende tra gli indicatori di qualità ambientale più affidabili in entomologia. «Il ritrovamento di queste due specie non è una sorpresa per chi conosce come lavoriamo», commenta Davide De Santis, agronomo della cantina. «Questi lepidotteri sono estremamente selettivi nella scelta dell’habitat. La loro presenza è un indicatore oggettivo: ci dice che il sistema ecologico della tenuta funziona. Le farfalle non mentono».

Tagli contenuti, piante longeve
La potatura praticata a Librandi ha un obiettivo diverso da quello della viticoltura produttivistica: non massimizzare la resa nell’immediato, ma mantenere la pianta in salute il più a lungo possibile. I tagli sono mirati e contenuti, mai sul legno di tre anni, con cura del cosiddetto “legno di rispetto”: uno o due centimetri sopra le gemme, abbastanza da evitare che il cono di disseccamento intacchi il cordone permanente. Una tecnica che richiede più ore di manodopera specializzata ma che si traduce in piante con flusso linfatico integro, più resistenti alla siccità e agli stress termici.
«Una vite sana vive più a lungo, produce uve migliori e sopporta meglio la siccità e le temperature estreme che il cambiamento climatico ci impone di affrontare ogni anno», spiega De Santis. «La potatura corretta non è un dettaglio tecnico: è il fondamento di tutta la nostra strategia di resilienza».
Piede franco, come prima della fillossera
Nel cuore della tenuta cresce anche un vigneto sperimentale fuori tempo. Un impianto di Mantonico bianco su viti a piede franco — non innestate su portinnesto americano — ripropone la viticoltura pre-fillosserica in un terreno sabbioso oltre il 60%, condizione ostile alla fillossera e dunque compatibile con questo tipo di impianto. Le viti a piede franco sviluppano radici più profonde, accedono a riserve idriche inaccessibili alle piante innestate e gestiscono in autonomia l’equilibrio tra parte vegetativa e produttiva, con uve che esprimono una tipicità territoriale difficile da replicare.
Tre congressi internazionali, un solo sito in Calabria
I risultati del monitoraggio entomologico sono stati presentati nel 2025 a tre convegni scientifici internazionali: il XXVIII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia a Siena, il 24th European Congress of Lepidopterology nella Repubblica Ceca e l’Incontro annuale dell’Associazione Lepidotterologica Italiana a Pigna. In tutti e tre i casi hanno suscitato interesse sia per il valore faunistico sia per le implicazioni gestionali del modello agronomico che li ha prodotti.
Librandi è un’azienda a conduzione familiare da tre generazioni, con circa 232 ettari vitati su sei tenute nel crotonese. Fondata dai fratelli Antonio e Nicodemo Librandi, è oggi guidata da Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa Librandi.
