Api in Val Venosta: un pascolo per la biodiversità

A Laces e Corzes, 1.400 piante di 17 specie nutrono le api nel vuoto tra fioritura dei meli e trasferimento in alta quota

Quando i meli della Val Venosta smettono di fiorire, per le api comincia il periodo più difficile. Nettare e polline calano bruscamente, e le colonie devono trovare cibo altrove fino all’autunno, quando si trasferiscono in alta quota. A rispondere a questo vuoto stagionale è il Pascolo per le api al Monte Sole, un progetto nato nei comuni di Laces e Corzes, nel cuore della valle sudtirolese, grazie alla cooperazione tra la cooperativa Vip (Vereinigte Obstgenossenschaften Vinschgau, associazione dei produttori ortofrutticoli della Val Venosta), la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Ispettorato forestale di Silandro e gli apicoltori locali.

In Val Venosta frutticoltura e apicoltura si reggono a vicenda. Senza le api, i fiori dei meleti non si impollinano e la produzione crolla. Senza i meleti in fiore, le api faticano a nutrirsi nella fase più delicata dell’anno. Il problema è che la fioritura dura poche settimane: passata quella finestra, le colonie devono arrangiarsi fino a quando non vengono spostate verso le quote più elevate.

Pascolo delle api - Laces
Pascolo delle api – Laces

Un ettaro, 17 specie, un calendario di fioritura studiato

Il pascolo occupa un ettaro di terreno e ospita circa 1.400 piante appartenenti a 17 specie mellifere autoctone. La selezione non è casuale: ogni specie è stata scelta per resistere al clima arido della valle e per fiorire in momenti diversi, in modo da garantire una disponibilità continua di nettare e polline. Non un prato qualsiasi, quindi, ma un sistema calibrato per coprire esattamente il periodo critico tra la fine della fioritura dei meli e il trasferimento estivo delle colonie.

Le piante presenti sono utili sia alle api mellifere sia ad altri insetti impollinatori selvatici, che nella pianificazione colturale convenzionale trovano sempre meno spazio.

Pascolo delle api - Corzes
Pascolo delle api – Corzes

Il modello di collaborazione

Il progetto è gestito in modo condiviso. Vip coordina l’iniziativa con il sostegno della Provincia e dell’Ispettorato forestale, che ha contribuito alla selezione delle specie vegetali più adatte. Gli apicoltori locali portano le proprie colonie al pascolo nel periodo di magra, beneficiando direttamente della disponibilità di risorse.

Il risultato riguarda entrambe le parti: le api trovano nutrimento nei mesi altrimenti vuoti, i frutteti ottengono impollinatori in forma per la stagione successiva. La qualità delle Mele Val Venosta Igp — la denominazione che identifica la produzione della cooperativa — dipende anche da questo tipo di equilibrio.

Il Monte Sole non è un esperimento isolato. È un tentativo di rendere strutturale ciò che spesso viene lasciato al caso: la presenza di impollinatori sani in un paesaggio agricolo ad alta intensità produttiva.

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