Oltre un miliardo di euro di indotto ogni anno, turisti da tutta Italia: il sistema San Daniele dimostra che fare bene è una strategia vincente
Comincia tutto con il “saper fare”. Non è uno slogan: il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha investito molto in percorsi di formazione professionale; nel 2025 questi hanno coinvolto 650 operatori del comparto, 2.300 professionisti della distribuzione e della ristorazione, e altre 5.500 persone tra masterclass e laboratori di degustazione rivolti ai consumatori finali.
Il punto è semplice: un prodotto DOP vale quanto le persone che lo fanno e lo raccontano. Formare chi lavora nella filiera e chi poi lo porta in tavola non è solo una scelta etica — è una strategia di qualità concreta.
La fetta che muove i turisti
San Daniele del Friuli non è solo un nome sul cartoncino della confezione. Ogni anno circa 160.000 turisti raggiungono la città, e il 32% di loro dichiara esplicitamente di essere venuto per il prosciutto DOP: visite guidate ai prosciuttifici, degustazioni, pranzi nelle osterie del centro storico.
Non è un fenomeno spontaneo. È il risultato di anni di lavoro sul prodotto e sulla sua narrazione, che ha trasformato una tradizione locale in una destinazione gastronomica capace di sostenere strutture ricettive, ristoranti e commercio locale.

I numeri dietro al banco salumi
Secondo i dati elaborati da The European House – Ambrosetti, il sistema San Daniele genera un effetto moltiplicatore significativo: per ogni euro di fatturato alla produzione — che ammonta a 360 milioni di euro — si attivano 2,2 euro aggiuntivi nel resto dell’economia. Il totale dell’indotto supera 1,15 miliardi di euro.
Sono cifre che aiutano a leggere in modo diverso quello che si compra al supermercato o si ordina in trattoria. Dietro una fetta sottile c’è una filiera che sostiene occupazione, fornitori, artigiani e comuni di una regione intera.
Il Prosciutto di San Daniele fa parte di un sistema DOP nazionale che nel 2024 ha superato i 20,7 miliardi di euro di valore complessivo. La DOP, in questo senso, non è solo una garanzia di origine: è un modello economico.
Sostenibilità: non solo ambiente
Quando si parla di sostenibilità nel settore alimentare, si pensa subito all’impatto ambientale. Il Consorzio di San Daniele sposta l’attenzione anche sulla dimensione sociale ed economica: sostenere i lavoratori, formare chi porta avanti la tradizione, generare ricchezza per le comunità locali.

«Il Prosciutto di San Daniele nasce dalle persone e per le persone», ha dichiarato Mario Emilio Cichetti, direttore generale del Consorzio. «I numeri delle attività di formazione e delle ricadute turistiche dimostrano che il nostro prodotto è un’eccellenza alimentare e un ecosistema che crea valore, fondato su un sistema di sostenibilità che mette in relazione capitale umano, territorio e filiera produttiva. Generare ricchezza per il territorio significa sostenere la comunità che custodisce la nostra tradizione, garantendo un futuro al saper fare e mantenendo vivo il tessuto socio-economico in cui operiamo, in linea con un modello di eccellenza riconosciuto a livello europeo»
Non è una posizione originale, ma è rara vederla tradotta in numeri verificabili. In questo caso i dati ci sono, e raccontano un modello in cui qualità del prodotto e salute del territorio sembrano davvero procedere insieme.
