Formaggi altoatesini sul podio mondiale

Due eccellenze casearie dell’Alto Adige conquistano la scena al World Cheese Awards: Dolomit e Alta Badia di Mila

A Berna, nel cuore della Svizzera, oltre 5.000 formaggi provenienti da 50 Paesi si sono contesi il titolo di migliore al mondo. Alla 37ª edizione del World Cheese Awards, tra i tanti candidati, due formaggi dell’Alto Adige hanno ottenuto dei buoni risultati: il Dolomit ha conquistato la medaglia d’argento nella categoria dei formaggi duri, mentre l’Alta Badia ha ottenuto il bronzo tra i formaggi a pasta semidura. Dietro a questi riconoscimenti c’è Mila, cooperativa che da anni aggrega 2.100 soci contadini delle valli altoatesine e produce nel caseificio di Brunico.

Cos’è il World Cheese Awards e perché conta

Il World Cheese Awards non è una fiera di settore come tante. È considerato l’evento più importante al mondo dedicato esclusivamente al formaggio: una competizione internazionale che ogni anno si svolge in una diversa città europea e chiama a raccolta produttori, caseifici artigiani e grandi cooperative da ogni angolo del globo. Il sistema di valutazione è rigoroso: giurie di esperti — affinatori, sommelier del cibo, giornalisti gastronomici, chef — assaggiano e giudicano i formaggi alla cieca, secondo parametri che vanno dalla crosta alla pasta, dall’aroma alla persistenza in bocca. Ottenere anche solo una menzione in questo contesto significa essere valutati tra i migliori produttori mondiali. Una medaglia, tra cinquemila concorrenti, è un risultato di prestigio.

Formaggi Dolomit e Alta Badia
Formaggi Dolomit e Alta Badia

Il Dolomit: crosta rustica, pasta cristallina

Il Dolomit è un formaggio a pasta dura che matura lentamente sotto una crosta rustica e commestibile. Al taglio rivela una pasta dalla consistenza cristallina, con quella tendenza a sfaldarsi tipica dei grandi formaggi stagionati. Le note aromatiche sono calde, con sfumature tostate, e il gusto rimane persistente senza risultare aggressivo.

In cucina si presta bene alla grattugia per canederli e risotti, ma entra con disinvoltura anche in una fonduta o su un tagliere con salumi e mele — abbinamento classico della tradizione altoatesina.

L’Alta Badia: il carattere delle lunghe stagionature

L’Alta Badia ha una storia più lunga nel palato: pasta dura, lunga stagionatura, crosta soda e compatta. All’interno, la pasta giallo paglierino è priva di occhiature, con una struttura che sa di pazienza e cura. Il sapore è pieno, aromatico, leggermente piccante — il latte e la tostatura si sentono entrambi, in equilibrio.

Si mangia volentieri al naturale, accompagnato da pane nero, patate e speck: una combinazione che non ha bisogno di molte spiegazioni per chi conosce la cucina del Sudtirolo.

Il doppio riconoscimento al World Cheese Awards non è il primo segnale di attenzione internazionale verso i formaggi altoatesini, ma contribuisce a consolidare la reputazione di una filiera che ha nella qualità del latte di montagna il suo punto di partenza.

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