Etichette digitali: cosa cambierà per il consumatore

Dal 2028 un QR code sui prodotti fitosanitari fornirà tutte le informazioni sul loro uso. Tracciabilità e trasparenza in aumento

Quando si compra una bottiglia di vino, scansionando il QR code si può scoprire da dove viene e altre informazione. Tra qualche anno, lo stesso meccanismo sarà usato dagli agricoltori per scoprire tutto sui prodotti fitosanitari, usati per proteggere le insalate, i pomodori e la frutta che mangiamo ogni giorno da parassiti e malattie.

Di questo e di altro se ne è parlato durante un convegno a Fieragricola di Verona, dove CSO Italy ha sottolineato che la digitalizzazione in agricoltura non è più un’opzione. È una strada obbligata. E le etichette digitali sui prodotti fitosanitari ne sono la prova più concreta.

L’etichetta che si evolve

Dal 2028, in base alla revisione del regolamento europeo 547/2011, l’etichetta digitale diventerà obbligatoria sui prodotti fitosanitari. In pratica, sulla confezione ci sarà un QR code o un codice a barre che porterà a una pagina web con tutte le informazioni del prodotto: composizione, dosi, modalità d’uso, precauzioni da adottare durante l’uso.

Tutto questo è stato fatto per garantire la sicurezza di chi lavora nei campi, di chi mangia i prodotti e dell’ambiente. L’etichetta fisica non scomparirà. Continuerà a riportare quelle essenziali di sicurezza. Quella digitale si affiancherà, offrendo però molte più informazioni, sempre aggiornate e consultabili in qualsiasi momento.

Qr code verdura

Non solo prodotti chimici

Questa rivoluzione non riguarda solo i fitosanitari. Il regolamento europeo 2024/2865, entrato in vigore a dicembre 2024, ha già introdotto l’etichettatura digitale per tutti i prodotti chimici pericolosi, inclusi detergenti, cosmetici, batterie. Dal primo luglio 2026, chi produce e vende queste sostanze dovrà garantire che l’etichetta digitale rispetti precisi requisiti: accessibilità gratuita, nessuna registrazione obbligatoria, disponibilità per almeno dieci anni, massimo due clic per arrivare all’informazione.

E c’è un altro aspetto importante: le informazioni non potranno essere censurate in base alla posizione geografica. Se si vuole leggere l’etichetta in francese mentre si è in Italia, deve essere possibile farlo. Niente tracciamenti, niente geolocalizzazioni.

Il quaderno di campagna diventa digitale

Parallelamente alle etichette, anche gli agricoltori stanno affrontando una trasformazione radicale. Dal primo gennaio 2027 (la scadenza è stata posticipata di un anno), chi utilizza prodotti fitosanitari dovrà registrare tutti i trattamenti in formato digitale attraverso il cosiddetto Quaderno di Campagna digitale.

Cosa significa? Che ogni volta che un agricoltore tratta un campo, dovrà annotare tutto in un sistema informatico collegato al Sian, il Sistema Informativo Agricolo Nazionale. Quali prodotti ha usato, su quale appezzamento, in che dose, quando. Non più fogli di carta o file Excel personali, ma un registro ufficiale e tracciabile.

L’obiettivo dichiarato è nobile: avere dati precisi sull’uso dei fitosanitari in Italia, controllare che vengano rispettate le norme di sicurezza, velocizzare i controlli e l’erogazione degli aiuti europei. Il problema? Non tutti gli agricoltori hanno la connessione internet adeguata, non tutti hanno dimestichezza con la tecnologia, e soprattutto molte piccole aziende faticano a tenere il passo con questi cambiamenti.

Per questo la data è slittata al 2027. Un anno in più per prepararsi, formarsi, attrezzarsi.

Agriguide: l’app che semplifica la vita

Durante il convegno di Fieragricola è stata presentata anche Agriguide, un’applicazione sviluppata da CropLife Europe per aiutare gli agricoltori a muoversi in questo nuovo panorama digitale. L’app permette di consultare tutte le informazioni aggiornate sui prodotti fitosanitari autorizzati e registrare i trattamenti effettuati in campo, preparandosi così all’obbligo del Quaderno di Campagna digitale.

È uno strumento pensato soprattutto per le piccole e medie aziende, che spesso non hanno le risorse per investire in sistemi informatici complessi. Chiara Bignami di CSO Italy ha sottolineato proprio questo punto: serve un supporto costante per chi fa più fatica a digitalizzarsi. Altrimenti, il rischio è che molte aziende restino indietro.

Cosa significa per il consumatore

Il consumatore finale potrebbe sembrare estraneo a tutto questo cambiamento, ma in realtà lui ci guadagna in trasparenza e sicurezza•

Con le etichette digitali sui fitosanitari e il registro elettronico dei trattamenti, la filiera diventa più controllabile. Se un agricoltore sbaglia dose o usa un prodotto non autorizzato, verrà intercettato più facilmente. Si potrebbe in teoria anche sapere come è stata coltiva la frutta e la verdura e quali trattamenti sono stati effettuati.

Certo, non tutto sarà immediato. La maggior parte dei consumatori non si metterà a scansionare QR code al supermercato. Ma il punto è un altro: avere sistemi più trasparenti significa anche avere controlli più efficaci e, alla lunga, prodotti più sicuri.

Inoltre, l’Europa sta spingendo forte sulla sostenibilità. La strategia Farm to Fork punta a ridurre l’uso dei fitosanitari del 50% entro il 2030. Le etichette digitali e i registri elettronici sono strumenti per misurare i progressi, capire dove si usa troppo, premiare chi fa meglio.

Le resistenze e le preoccupazioni

Non tutti sono entusiasti. Le organizzazioni agricole, da Confagricoltura a Coldiretti, hanno espresso perplessità sui nuovi obblighi burocratici. Il timore è che si aggiunga complessità senza reali benefici pratici, soprattutto per le aziende più piccole e nelle zone rurali con connessione internet scarsa.

C’è anche una preoccupazione legata alla privacy. Il Quaderno di Campagna digitale contiene informazioni sensibili sulla gestione aziendale: quali prodotti si usano, quando, dove. Sono dati che riguardano le scelte imprenditoriali degli agricoltori e che, in mani sbagliate, potrebbero essere usati impropriamente.

Per questo motivo, il rinvio al 2027 è stato accolto con un certo sollievo. Serve tempo per capire come implementare queste innovazioni senza strangolare le imprese.

Il quadro europeo

L’Italia non è sola in questo percorso. Tutta l’Unione Europea sta andando nella stessa direzione. Il regolamento 2023/564 ha fissato le regole per i registri digitali dei trattamenti fitosanitari, valide in tutti gli Stati membri. Il regolamento 2024/2865 ha introdotto l’etichettatura digitale per le sostanze chimiche pericolose. Quello sui fitosanitari (la revisione del 547/2011) è in fase di approvazione e dovrebbe entrare in vigore nel 2026, con obbligo pieno dal 2028.

La logica è chiara: uniformare le regole in tutta Europa, rendere più facile il commercio tra Paesi, garantire standard di sicurezza elevati ovunque. E soprattutto, prepararsi a un’agricoltura più tecnologica, più controllata, più sostenibile.

Un cambiamento inevitabile

Che ci piaccia o no, la digitalizzazione dell’agricoltura è già in corso. Le etichette digitali sono solo un pezzo del puzzle. Ci sono i droni che monitorano i campi, i sensori che misurano l’umidità del terreno, i software che consigliano quando irrigare. E tra poco, anche il modo in cui si registra e come si comunica l’uso dei fitosanitari cambierà.

Per chi produce cibo, è una sfida enorme. Per chi lo consuma, potrebbe essere un’opportunità: sapere di più, controllare meglio, scegliere con maggiore consapevolezza.

Non sarà un passaggio indolore. Ma come ha detto CSO Italy a Fieragricola, la strada è ormai tracciata. E l’unico modo per percorrerla senza restare indietro è investire in formazione, supporto e infrastrutture adeguate.

spot_img

Ultimi Articoli

Il nuovo frigorifero Miele aiuta a sprecare meno cibo

Telecamere interne, umidità controllata e filtro antiodori: i due...

A Mantova le Regioni europee chiedono più peso per Dop e Igp

La Dichiarazione di Mantova porta a Bruxelles sei priorità...

Carne bovina, l’Italia ne produce meno della metà

Confagricoltura e Uniceb firmano un protocollo d'intesa per rilanciare...

Fruit Attraction 2026: l’ortofrutta tra costi e clima

Alla fiera di Madrid il settore dell’ortofrutta europeo ha...