In Emilia la nuova generazione del vino si chiama Razzaboni: Metodo Classico, Lambrusco e una visione che unisce tradizione e futuro
Tre fratelli tra i 20 e i 30 anni, 30 ettari di vigneti biologici e una cantina che ha scelto il Metodo Classico come bandiera. Non è lo scenario che ti aspetti quando pensi al vino emiliano, eppure è esattamente quello che sta succedendo a Medolla, in provincia di Modena, dove Riccardo, Andrea e Tommaso Razzaboni hanno dato vita a Ventiventi.
Il nome dice tutto: nel 2020 hanno iniziato a commercializzare i loro vini, dopo anni di preparazione. Non si tratta di una cantina storica recuperata, ma di un progetto nuovo, costruito da zero a partire dal 2014, quando la famiglia guidata dal padre Vittorio ha acquisito i terreni. Prima vendemmia nel 2018, poi l’attesa necessaria per fare le cose bene. Oggi producono oltre 66.000 bottiglie all’anno.

Tre ruoli, un progetto
Ogni fratello ha il suo compito. Riccardo, il maggiore, si occupa di marketing e commerciale: è lui che porta Ventiventi sui mercati italiani e all’estero. Andrea è l’enologo, quello che passa le giornate in cantina e decide come vinificare. Tommaso, il più giovane, ha appena finito gli studi in enologia e affianca Andrea nella produzione, portando voglia di sperimentare.
«Lavorare come fratelli non è sempre semplice», raccontano. E si capisce: quando le decisioni passano attraverso tre punti di vista diversi, i confronti sono inevitabili. Ma è proprio in questa dinamica che trovano la loro forza: tre giovani che si dividono i compiti e costruiscono insieme.
Metodo Classico in Emilia
La scelta più distintiva di Ventiventi è puntare sul Metodo Classico. In una terra dove il Lambrusco frizzante regna sovrano, loro hanno deciso di fare rifermentazione in bottiglia, con tutti i tempi e la pazienza che questo richiede.

Lavorano con vitigni locali come Lambrusco di Sorbara, Salamino di Santa Croce e Pignoletto, ma anche con varietà internazionali come Chardonnay e Pinot Bianco. L’obiettivo, dice Andrea, è «creare un’espressione diversa del vino emiliano, non riducendo i vitigni locali a un semplice rapporto qualità/prezzo, ma valorizzandoli con eleganza».
Un vino proposto che incarna questo spirito è lo spumante Metodo Classico VentiVenti Rosé, ottenuto usando solo uve Sorbara. Uno spumante capace di esaltare le caratteristiche di questa uva, tipica del territorio modenese e presente nel Lambrusco della zona
Biologico e basse rese
I 30 ettari vitati sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. Il terreno, con il 45% di argilla e 47% di limo, si presta bene alla viticoltura. Qui puntano su basse rese per ottenere uve più concentrate, seguendo un approccio artigianale che privilegia la qualità sulla quantità.
La cantina è aperta al pubblico per visite e degustazioni. In alcuni weekend organizzano anche cene in cantina, un modo per far conoscere direttamente il loro lavoro.
Guardare avanti
I progetti per il futuro sono chiari: rafforzare la presenza in Italia e consolidare l’export in Europa, Stati Uniti e Asia. Non è facile farsi largo in un mercato già affollato, soprattutto quando hai meno di dieci anni di storia alle spalle. Ma la carta che i fratelli Razzaboni stanno giocando è quella della generazione: giovani, formati, con idee precise su cosa vogliono fare del vino emiliano. Il tempo dirà se la scommessa funziona. Per ora, le bottiglie parlano chiaro.
