A Vinitaly.USA i dati sulla crescita dello spumante italiano che supera lo Champagne nel mercato degli Stati Uniti
Il Prosecco ha raggiunto i 500 milioni di dollari di valore negli Stati Uniti. Il dato emerge dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly presentato in occasione di Vinitaly.USA, la fiera b2b dedicata al vino italiano che si tiene a Chicago.
Quindici anni fa, dopo la ridefinizione della piramide produttiva con le denominazioni Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Asolo DOCG e Prosecco DOC, il valore era praticamente zero. Oggi lo spumante veneto rappresenta il 31% dei consumi a valore di tutti i vini italiani commercializzati nel paese.
I numeri della crescita
La crescita negli ultimi sette anni è stata del 178%, quattro volte superiore al tasso medio del vino italiano negli USA. Nel 2024 il controvalore ha raggiunto i 531 milioni di dollari, con un balzo del 90% rispetto ai quattro anni post-pandemia.

Il dato più significativo arriva da SipSource: nei primi sette mesi del 2025 il Prosecco ha conquistato il 30% del mercato americano delle bollicine, superando lo Champagne fermo al 28%. Non solo nei volumi, ma anche nel valore al consumo.
Chi lo beve
Il Prosecco ha una penetrazione alta tra i millennials (27%) e un pubblico prevalentemente femminile: sei consumatori su dieci sono donne. Il prezzo medio si attesta sui 18 dollari a bottiglia, con un valore al consumo di 2,9 miliardi di dollari l’anno.
«Il Prosecco è diventato il vino italiano con l’awareness più alta, al 40%», spiega Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio. «Lo Champagne resta più conosciuto (52%), ma il Prosecco ha superato la bollicina francese nella conversione all’acquisto: 31% contro 24%».

Mixology e nuovi consumi
Lo spumante italiano intercetta i trend della mixology: dagli spritz ai cocktail pronti da bere, fino ai mix con succo di frutta. Formati che piacciono soprattutto alle nuove generazioni e al pubblico femminile.
La geografia dei consumi vede l’area orientale degli Stati Uniti come la più ricettiva, con oltre la metà del totale. Ci sono margini di crescita negli Stati del West e dell’East North Central.
Le sfide
Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere, indica due fronti aperti: i dazi e il mercato multietnico. «Il Prosecco ha dimostrato resilienza, ma ora deve penetrare anche tra le comunità etniche che preferiscono altre bevande come hard seltzer e cocktail».
A Vinitaly.USA partecipano 250 espositori tra cantine e consorzi, per un fatturato aggregato di oltre 7,2 miliardi di euro. In programma anche il wine2wine Business Forum, i corsi della Vinitaly International Academy e sessioni dedicate al turismo enogastronomico.
