Torino – Vilnius solo andata alla scoperta della cucina lituana

Gian Luca Demarco ha lasciato il Piemonte per fondare il suo Culinary Studio nella capitale baltica, dove insegna e sperimenta tra due tradizioni culinarie

A Vilnius, nella capitale lituana, Gian Luca Demarco accoglie i suoi ospiti nel Culinary Studio che ha fondato oltre dieci anni fa insieme alla moglie Eglė. Qui, in quello che è diventato molto più di un semplice ristorante, torinesi e lituani si ritrovano ai fornelli per cucinare insieme antipasti, primi e dolci, tra risate e scoperte gastronomiche.

«In Lituania ho potuto scoprire una cucina piena di tesori da scoprire», ha racconta Demarco. «Qui è cresciuta una meravigliosa generazione di chef che, dopo esperienze all’estero, sono tornati a fare cose straordinarie nel loro Paese».

Il percorso che ha portato questo chef piemontese nella capitale baltica inizia dalla famiglia: il nonno lavorava come cuoco in ristoranti rinomati tra Italia e Francia, trasmettendo al nipote la passione per la cucina fin da bambino. Dopo gli studi all’IFSE e stage in locali stellati, Demarco ha girato l’Italia per imparare le specialità regionali, con un focus particolare sulla preparazione della carne piemontese.

Gian Luca Demarco
Gian Luca Demarco

La svolta arriva nel piccolo paese di Roddino, nella bassa Langa, dove lavora al fianco di Gemma, una chef che gli insegna le tecniche tradizionali della pasta fresca. «È stata una delle principali influenze sul mio percorso culinario», ha ricordato.

Due cucine, una passione

Le differenze tra cucina italiana e lituana sono evidenti ma entrambe affondano le radici nella tradizione. Se in Italia dominano olio d’oliva, pasta, pomodori e verdure fresche, in Lituania si utilizzano patate, barbabietole, prodotti caseari, pane di segale e verdure fermentate.

«Noi italiani siamo ricchi per natura: viviamo in un clima che ci offre abbondanza e qualità. Ma in Lituania ho trovato persone che sanno fare meraviglie con quello che hanno», ha spiegato Demarco. «Se il più grande tesoro gastronomico dell’Italia siano i suoi ingredienti, qui in Lituania sono rimasto colpito dalle persone, capaci di creare capolavori anche con gli ingredienti più semplici».

Non mancano però i punti in comune: i cepelinai, piatto nazionale lituano, ricordano grandi gnocchi ripieni di carne serviti con panna acida. «Anche qui c’è un amore diffuso per il formaggio: tra le specialità locali ci sono i formaggi cagliati e affumicati, spesso serviti con salumi», ha raccontato lo chef.

Il piatto che più lo ha conquistato è la šaltibarščiai, una zuppa fredda rosa a base di barbabietole, kefir, cetrioli, aneto ed uova, accompagnata da patate calde. «È pura estate, un dono di Dio», ha detto sorridendo. Questa zuppa, che Taste Atlas ha nominato migliore zuppa fredda al mondo, ha persino ispirato un festival a Vilnius.

La šaltibarščiai, zuppa fredda di barbabietola - foto Simas Bernotas
La šaltibarščiai, zuppa fredda di barbabietola – foto Simas Bernotas

Esperimenti tra due mondi

Demarco ha tentato di avvicinare le due tradizioni culinarie: «Ho fatto dei cepelinai con ripieno all’italiana. Era uno scherzo, il gusto non si avvicina minimamente all’originale. Ho anche preparato un gelato alla šaltibarščiai, e sorprendentemente è piaciuto molto», ha raccontato ridendo.

La cucina lituana sta vivendo un momento di grande riconoscimento internazionale. L’arrivo della Guida Michelin ha premiato 34 ristoranti, quattro dei quali hanno ricevuto una stella, mentre quattro hanno ottenuto il riconoscimento Bib Gourmand.

«Credo che l’arrivo della Guida Michelin in Lituania abbia portato chiarezza e consapevolezza. La gente ha cominciato a capire per cosa sono valutati i ristoranti e ha iniziato ad apprezzare di più la cultura del cibo», ha commentato Demarco.

Oggi lo chef piemontese è diventato un volto noto della televisione lituana e partecipa regolarmente a programmi di cucina. «Ormai qui si trova tutto: i giorni in cui vivere in Lituania sembrava un sacrificio sono passati. Non mi manca nulla. Certo, per alcuni ingredienti bisogna aspettare, ma anche l’attesa ha il suo valore».

Nel suo Culinary Studio, Demarco continua a coltivare il sogno di sempre: non solo cucinare, ma condividere la passione per il cibo con chi ha voglia di imparare e sperimentare, creando un ponte tra due tradizioni culinarie tanto diverse quanto affascinanti.

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