Un gruppo di produttori emiliani si unisce per difendere e valorizzare il Lambrusco, tra radici storiche, qualità e sostenibilità
Nel cuore dell’Emilia, tra Modena e Reggio Emilia, un gruppo di viticoltori ha deciso di prendere in mano le sorti del Lambrusco. Non si tratta di una moda passeggera né di una trovata commerciale, ma di un progetto concreto e collettivo: nascono così i “Custodi del Lambrusco”, ventisette realtà produttive – da piccole aziende a cantine più strutturate – che hanno firmato un vero e proprio “Manifesto” per riscoprire la grandezza di questo vino spesso frainteso.
Il loro obiettivo non è solo conservare una tradizione, ma trasformare la percezione del Lambrusco. Un vino che, pur essendo leggero e facile da bere, non è banale. Può essere fresco e diretto, ma anche complesso e articolato. Ecco perché i Custodi lo descrivono come un vino dove “storia e futuro si uniscono nel presente”.
Le origini del Lambrusco
Il Lambrusco non è certo un novello nel panorama vitivinicolo italiano. La sua storia affonda le radici nell’antichità: già gli Etruschi e i Romani coltivavano vite selvatica nella Pianura Padana, probabilmente progenitrice dei moderni cloni di Lambrusco. Il nome stesso deriva dal latino “labrusca”, termine usato per indicare la vite selvatica.

Nei secoli, grazie alla capacità degli agricoltori emiliani di selezionare i ceppi e migliorarne le caratteristiche, il Lambrusco è diventato uno dei simboli enologici dell’Emilia. È stato negli anni ’70 e ’80 che ha conosciuto un grande successo internazionale, esportato in milioni di bottiglie. Ma quel successo ha avuto un prezzo: molti prodotti di massa ne hanno snaturato l’immagine, riducendolo a un vino dolce, gassoso e poco ricercato.
Oggi i Custodi vogliono raccontare un’altra storia.
Il Manifesto dei Custodi
Il documento firmato dal gruppo è una dichiarazione d’intenti chiara: qualità, rispetto del territorio e attenzione al futuro. I Custodi non parlano da soli, ma al plurale, come comunità che si riconosce in valori comuni. Tra queste frasi-chiave:
- “Siamo custodi dell’essenza più pura del Lambrusco.”
- “Vogliamo essere avanguardia e professionalità, qualità estrema e pura artigianalità.”
- “Il Lambrusco è tante storie belle e possibili, non fermiamoci alla prima.”
Non si tratta di parole vuote: i Custodi puntano su un lavoro concreto in vigna, una filiera trasparente e una comunicazione autentica. Il loro Lambrusco è fatto di ricerca, curiosità e confronto. Vuole parlare a tutti, anche a chi finora lo ha snobbato.

Perché oggi?
In un momento in cui i consumatori cercano autenticità, provenienza e sostenibilità, il Lambrusco sembra avere tutti i requisiti per tornare protagonista. È un vino leggero (spesso intorno ai 10-11 gradi), versatile con la cucina, adatto alle bollicine secche o amabili, capace di accompagnare piatti ricchi senza appesantire.
Ma soprattutto, è un vino che appartiene a un territorio specifico, con una cultura e una storia ben radicate. Oggi, grazie ai Custodi, c’è chi sta facendo di tutto per farlo conoscere per quello che è davvero: non un prodotto qualsiasi, ma un pezzo importante della tradizione italiana.
Verso il futuro
L’associazione è nata pochi mesi fa, ma è già all’opera. Dopo la presentazione ufficiale dello scorso 31 marzo, i Custodi stanno costruendo una rete di relazioni, incontri e iniziative per portare il Lambrusco fuori dai confini locali. Vogliono raccontarlo con nuovi strumenti, parlando a un pubblico nuovo, internazionale, curioso.
La loro non è una rivoluzione rumorosa, ma una “piccola rivoluzione gentile”, come la definiscono loro stessi. Una proposta semplice: dare al Lambrusco il posto che merita, senza filtri, senza maschere. Solo vino vero, fatto da persone vere.
Chi sono i Custodi
Fanno parte dell’associazione queste cantine: Azienda Agricola Manicardi, Azienda Agricola Messori, Azienda Agricola Pezzuoli, Azienda Agricola San Paolo, Ca’ De’ Medici, Cantina Della Volta, Cantina Divinja, Cantina Ventiventi, Cantina Vezzelli Francesco, Cantina Zucchi, Cavaliera, Cleto Chiarli Tenute Agricole, Fattoria Moretto, Garuti Vini, La Battagliola, La Piana Winery, Le Casette, Lini 910, Marchesi Di Ravarino, Opera02, Podere Il Saliceto, Rinaldini Az. Agr. Moro, Terraquilia, Venturini Baldini, Villa Di Corlo e Zanasi Societa’ Agricola.
