Una ricerca europea rivela l’aumento allarmante di ‘inquinanti eterni’ nei vini, legati a pesticidi PFAS. Perché il biologico potrebbe essere una soluzione
Una recente indagine condotta da Pesticide Action Network (PAN) Europe ha rivelato un aumento dei livelli di TFA (acido trifluoroacetico), un “inquinante eterno” appartenente alla famiglia dei PFAS, nei vini europei. Lo studio, che ha analizzato 49 campioni provenienti da 10 paesi, tra cui l’Italia (con vini come il Chianti e il Prosecco), ha evidenziato concentrazioni medie di 110 microgrammi per litro (µg/l), con picchi fino a 320 µg/l, valori 100 volte superiori a quelli riscontrati nelle acque potabili contaminate.
Il confronto con i dati precedenti è allarmante: un’analisi dell’UE del 2017 riportava una concentrazione mediana di 50 µg/l, mentre oggi si è più che raddoppiata. Inoltre, il TFA era assente nei vini prodotti prima del 1988, ma a partire dal 2010 si è registrata un’impennata evidente. Come ha sottolineato Helmut Burtscher-Schaden, chimico ambientale di Global 2000, la più grande organizzazione austriaca per la protezione dell’ambiente: «Stiamo assumendo quantità di TFA attraverso la dieta molto più elevate di quanto si pensasse».

Pesticidi e agricoltura intensiva sotto accusa Lo studio collega l’aumento del TFA all’uso di pesticidi contenenti PFAS, come i fungicidi fluopyram e fluopicolide. Il 94% dei vini convenzionali analizzati presentava residui di pesticidi (fino a 8 sostanze per bottiglia), mentre i vini biologici, pur contenendo TFA, mostravano livelli inferiori. «I livelli più bassi sono stati riscontrati nei vini biologici, prodotti da uve coltivate senza l’utilizzo di input chimici da decenni», ha spiegato Michael Müller, professore presso l’Università di Friburgo.
Le richieste all’UE L’eurodeputata dei Verdi Cristina Guarda ha definito la situazione «un’emergenza nazionale», soprattutto per l’Italia, primo produttore mondiale di vino: «La grande industria chimica sta avvelenando anche il vino. La UE deve revocare subito le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti PFAS». Anche Salome Roynel di PAN Europe cha chiesto un’azione immediata: «Le sostanze che rilasciano TFA devono essere rimosse dal mercato, a partire dal bando dei pesticidi PFAS».

Rischi per la salute Considerato a lungo innocuo, il TFA è ora sospettato di danneggiare la salute riproduttiva, come dimostrato da uno studio del 2021 che ha rilevato malformazioni nei feti di coniglio. Con la contaminazione che aumenta, gli scienziati avvertono che il TFA è una minaccia per il pianeta.
I risultati suggeriscono che la scelta di vini biologici possa ridurre l’esposizione, ma il problema è sistemico. Come ha concluso Guarda: «È necessario finanziare la ricerca per trovare alternative e proteggere agricoltori e consumatori». Intanto, a metà maggio, gli Stati UE voteranno sul bando del pesticida flutolanil, un emettitore di TFA: una decisione che potrebbe segnare un primo passo verso un cambiamento.
