La DOCG dell’Oltrepò Pavese diventa Classese, primo metodo classico al mondo da Pinot Nero vinificato in bianco o rosé
Il metodo classico dell’Oltrepò Pavese ha un nuovo, ma vecchio, nome: Classese. La denominazione DOCG che identifica le bollicine da Pinot Nero vinificato in bianco o in rosé della zona, a meno di 50 chilometri da Milano, cambia etichetta per distinguersi meglio sul mercato.
Il nuovo disciplinare, approvato a inizio 2025, ha scelto di recuperare un marchio storico nato nel 1984, quando un gruppo di produttori creò un’associazione per valorizzare il metodo classico del territorio. La parola Classese nasce dalla fusione di “Classico” e “Pavese”.
L’obiettivo del cambio è pratico: evitare la confusione con le altre sei denominazioni DOC della zona e rendere più chiara la comunicazione sui mercati italiano ed estero. Il Consorzio punta sul metodo classico come prodotto di punta per rilanciare l’intera area vitivinicola.

L’evento a Golferenzo
Il 21 e 22 settembre si è tenuta a Golferenzo la quinta edizione di “Oltrepò: Terra di Pinot Nero”, manifestazione organizzata dal Consorzio per presentare il nuovo nome e celebrare i 160 anni dalla nascita del metodo classico italiano in questa zona.
Nel 1865 a Rocca de’ Giorgi, i Conti Carlo Gancia e Augusto Giorgi di Vistarino produssero le prime bottiglie spumantizzate con Pinot Nero. Da allora il territorio ha continuato a coltivare questo vitigno, anche se solo nel 1984 i produttori decisero di creare un’identità specifica per il metodo classico.
All’evento hanno partecipato 29 cantine con banchi d’assaggio, degustazioni e incontri tecnici. Il pubblico, tra appassionati, giornalisti e operatori del settore, ha potuto assaggiare sia il metodo classico DOCG che il Pinot Nero DOC vinificato in rosso.
I numeri del Consorzio
Il Consorzio Classese Oltrepò Pavese conta oggi 155 aziende associate direttamente, più centinaia di soci indiretti conferitori delle cooperative. La produzione totale arriva da circa 11.000 ettari vitati per 25 milioni di bottiglie all’anno.
Il nuovo statuto del Consorzio, approvato con il 98% dei voti, introduce criteri per riequilibrare la rappresentanza: premia chi gestisce l’intera filiera, garantisce un peso minimo alle piccole aziende e limita le concentrazioni eccessive di potere decisionale.

I prossimi passi
Dal 2026 le aziende che vorranno potranno già scrivere “Classese” in etichetta, mentre sul retro resterà la denominazione legale completa: “Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG”. Il Consorzio spera che il disciplinare sia definitivamente approvato entro la vendemmia 2026.
Per trasformare Classese da marchio collettivo a menzione tradizionale e poi a nome ufficiale della DOCG serviranno almeno 4-5 anni di iter burocratico. Nel frattempo il territorio lavora per aumentare la produzione di metodo classico, attualmente sotto il potenziale, e ridurre altre tipologie in calo come la Bonarda.
