A Vinitaly quattro nuovi incroci di Glera resistente alle fungine. La denominazione nel 2025 ha prodotto 98 milioni di bottiglie
All’ultimo Vinitaly il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha tenuto una masterclass su quattro varietà di Glera ottenute tramite incrocio, tutte caratterizzate da resistenza poligenica a peronospora e oidio. I vini non sono ancora producibili sotto denominazione — le varietà sono in fase di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità attesa tra fine 2027 e inizio 2028 — ma la sperimentazione in corso, avviata con i Vivai Cooperativi Rauscedo dopo l’autorizzazione della Regione Veneto nel 2024, indica la direzione che il Consorzio intende seguire sul fronte della sostenibilità agronomica.
Il progetto non punta a modificare il carattere del Prosecco Superiore, ma a ridurre la pressione dei trattamenti fitosanitari nei vigneti. Peronospora e oidio sono tra le principali cause di perdita in collina, e la viticoltura eroica dei pendii della Docg — dove le pendenze arrivano al 70% e i trattamenti meccanizzati sono spesso impraticabili — non lascia molti margini di manovra.

Otto calici a confronto
La degustazione ha proposto otto vini spumantizzati: quattro incroci vinificati in due ambienti pedoclimatici differenti, più un testimone da Glera tradizionale. L’impostazione comparativa ha permesso di leggere le differenze organolettiche tra le selezioni e valutarne la coerenza stilistica rispetto al vitigno di riferimento.
Diego Tomasi, direttore del Consorzio, ha descritto il percorso come un lavoro di medio-lungo periodo: l’obiettivo, ha spiegato, non è trovare un sostituto alla Glera ma esplorarne le possibili evoluzioni in un contesto di pressione climatica e ambientale crescente. Yuri Zambon, direttore di VCR, ha sottolineato che la resistenza poligenica delle nuove selezioni offre una risposta più stabile rispetto alla resistenza monogenica, meno soggetta a essere aggirata dall’evoluzione dei patogeni.
La strada è ancora lunga: dall’iscrizione al Registro varietale all’eventuale modifica del disciplinare di produzione, i tempi sono inevitabilmente quelli delle istituzioni agricole, non quelli del mercato. Ma che il Consorzio presenti queste ricerche a Vinitaly indica il percorso che la denominazione vuole seguire nei prossimi anni.
I numeri del 2025
Il contesto in cui si muove questa sperimentazione è quello di una denominazione che nel 2025 ha prodotto 98.054.063 bottiglie totali Docg, in calo rispetto alle circa 104,7 milioni del 2021 ma sostanzialmente stabile rispetto agli anni centrali del decennio. Le bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore sono state 95,5 milioni; quelle di Superiore di Cartizze 1,2 milioni; i Rive hanno raggiunto i 3,8 milioni di bottiglie, in crescita rispetto al dato precedente; le bottiglie «Sui Lieviti» sono state 162.146.
Il valore stimato della produzione si attesta a 610,4 milioni di euro. L’export ha coperto il 43,6% del volume — 42,7 milioni di bottiglie per 267,1 milioni di euro — contro il 38,2% registrato nel 2021: una crescita che rispecchia la progressiva internazionalizzazione della denominazione, che già allora esportava in oltre 150 paesi.
La superficie produttiva totale è di 8.665 ettari, di cui 8.094,6 dedicati al Prosecco Superiore, 465 ai Rive e 105,4 al Cartizze. Le imprese viticole sono 3.262, i vinificatori 427, le case spumantistiche 217. Il totale degli addetti al settore è di 7.050 unità.

La vendemmia 2025
Sul piano agronomico, la stagione 2025 ha avuto un andamento nella media. Il germogliamento è stato rilevato il primo aprile, la fioritura il 28 maggio, l’invaiatura il sei agosto, la raccolta il sei settembre. Le precipitazioni totali annue sono state di 1.265,6 mm, con 740,8 mm concentrati tra aprile e settembre. La temperatura media annua è risultata di 14,1 °C, con una media primaverile-estiva di 20,1 °C.
Dati che restituiscono una stagione senza particolari anomalie, pur in un contesto in cui le colline di Conegliano e Valdobbiadene continuano a fare i conti con la variabilità climatica. È anche per questo che la ricerca sulle varietà resistenti non è un esercizio accademico: è una risposta concreta a un problema che i viticoltori di questi versanti affrontano ogni stagione.
Il divieto di utilizzo del glifosato, in vigore dal primo gennaio 2019 su tutto il territorio della denominazione, e il Protocollo Viticolo — adottato dal Consorzio dal 2011 e recepito come regolamento di polizia rurale da tutti i 15 comuni nel 2017 — hanno già segnato una direzione. Le nuove selezioni di Glera, quando entreranno in produzione, si inseriranno in un sistema che quella direzione l’ha già presa da qualche anno.
