Agrion e quattro atenei piemontesi firmano il Manifesto di Intenti: otto startup nei living lab tra frutteti, vigneti e alveari
Lo scorso 30 marzo, nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione Piemonte, Fondazione Agrion e i quattro poli universitari piemontesi hanno sottoscritto il Manifesto di Intenti del Digi Open Lab: un hub sperimentale dedicato all’innovazione tecnologica in agricoltura, nato per collegare ricerca accademica, startup e imprese del comparto agroalimentare.
I firmatari sono il Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte Orientale, l’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. L’accordo istituzionalizza una collaborazione avviata lo scorso 24 ottobre in occasione degli “Stati Generali della frutticoltura piemontese”.
Laboratori a cielo aperto, dai meli agli alveari
Il Digi Open Lab non è un’unica struttura: è una rete di ambienti sperimentali distribuiti sul territorio. A Manta, presso il centro frutticolo di Agrion, si trovano il DiGi-Tree Lab — un meleto sperimentale di circa 2.000 metri quadri — e lo SmartBEE Lab, dedicato al monitoraggio e alla digitalizzazione degli alveari. A Carpeneto, in provincia di Alessandria, il Digi Vit Lab occupa 1,4 ettari di vigneto nel centro sperimentale vitivinicolo “Tenuta Cannona”.

In cantiere ci sono altri due spazi. L’Energy Lab, ancora in fase di realizzazione, gestirà la risorsa idrica con un impianto fotovoltaico galleggiante abbinato a un sistema di accumulo energetico. In fase di progettazione sono invece il laboratorio post-raccolta — attrezzato per analisi qualitative e quantitative sui frutti — e una camera immersiva per la simulazione di scenari agricoli virtuali.
Robotica, sensoristica e cambiamento climatico
Il presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari, ha inquadrato le priorità operative del progetto: «La collaborazione con i quattro poli universitari assume un valore strategico. Oggi più che mai è importante investire nello sviluppo di nuove tecnologie, dalla robotica alla sensoristica, per individuare tempestivamente eventuali criticità e supportare in maniera più efficace il comparto agricolo».
L’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, ha aggiunto che ricerca e innovazione sono le leve scelte per «vincere il ritardo con cui il sistema ha reagito a fenomeni come il cambiamento climatico e l’arrivo di parassiti alieni, cui si sono aggiunti la crisi internazionale e le trasformazioni nei mercati». L’obiettivo dichiarato è portare il Piemonte — che da solo concentra il 20% delle produzioni agroalimentari di qualità italiane — a conquistare una rilevanza europea nel settore.
Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha spostato il fuoco dal tema della qualità a quello della quantità: «Il cambiamento climatico incide in modo rilevantissimo sulla quantità di produzione. Salvaguardare il nostro prodotto e il suo valore è la precondizione indispensabile per vincere sfide come le tensioni internazionali, i dazi, i costi di produzione». Ha poi ricordato la filiera lunga che dipende dall’agricoltura: «La ruralità in Piemonte traina la promozione del nostro cibo, la ristorazione, il turismo enogastronomico che rappresentano un pezzo portante della nostra economia».
Agri.ON Call: bando aperto fino al 15 maggio
Contestualmente alla firma, è stato presentato Agri.ON Call, il programma di accelerazione per startup agri-tech promosso da Fondazione Agrion in collaborazione con LaGemma Venture. Il bando — lanciato il 13 marzo scorso — è aperto a candidature fino al 15 maggio 2026 e prevede la selezione di otto startup a livello nazionale.
Le imprese selezionate avranno accesso per due anni al supporto scientifico di Agrion e ai suoi Living Lab, oltre a un percorso di formazione imprenditoriale della durata di due mesi a cura di LaGemma Venture. Le domande si presentano sul sito ufficiale di Fondazione Agrion.
