Consumi alimentari, cala la spesa ma cresce la qualità

Findomestic segna il terzo calo mensile delle intenzioni d’acquisto, ma nel carrello cresce la spesa per Dop, Igp e qualità

Due rilevazioni pubblicate nei giorni scorsi fotografano lo stesso consumatore da angolazioni opposte. L’Osservatorio Findomestic registra per il terzo mese consecutivo un calo delle intenzioni d’acquisto degli italiani. Nello stesso periodo l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, giunto alla diciannovesima edizione, certifica che dentro il carrello della spesa crescono ii prodotti legati a qualità, italianità e salute. Chi rinuncia a un viaggio o rimanda un acquisto importante, insomma, non taglia allo stesso modo sul cibo quotidiano.

La cautela pesa sulle famiglie

L’Osservatorio mensile di Findomestic registra ad agosto una flessione delle intenzioni d’acquisto del 2,1%, dopo il -2,7% di giugno e il -4,2% di luglio. È il terzo mese di fila in calo. Pesano l’inflazione, il caro energia e carburanti, e il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente.

L’inflazione resta la prima preoccupazione degli italiani, davanti al cambiamento climatico. Gli ottimisti sul futuro scendono dal 39% di luglio al 36% di agosto. Resta stabile al 41% la quota di famiglie che giudica problematica la propria situazione economica, mentre il 61% del campione dichiara di essere riuscito a mettere da parte qualcosa negli ultimi dodici mesi, contro il 62% del mese precedente.

«Anche ad agosto la dinamica dei prezzi resta il tema centrale», osserva Alex Papi, economista di Findomestic, secondo cui gli italiani avvertono soprattutto le tensioni sulle spese più frequenti e sui costi di energia e carburanti. Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio, parla di un atteggiamento cauto che porta molte famiglie a rimandare gli acquisti importanti a momenti più favorevoli. A frenare sono soprattutto i viaggi di fine estate, mentre tengono l’auto nuova e il comparto tecnologico, tornato a crescere.

Carrello spesa dop igp
Immagine creata con IA

Il carrello racconta un’altra storia

Mentre le famiglie rimandano gli acquisti importanti, la spesa alimentare quotidiana si muove in direzione opposta. L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha monitorato nel 2025 151.203 prodotti tra alimentari, petfood, cura casa e cura persona, per 57,3 miliardi di euro di vendite, in crescita dell’1,6% sul 2024. Questo paniere copre l’82,7% delle vendite totali di supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio.

Lo studio semestrale, gratuito, analizza le etichette dei prodotti acquistati e li raggruppa in dieci panieri tematici. Il richiamo dell’italianità resta il più consistente: 28.817 prodotti con la dicitura made in Italy, Dop, Igp o il riferimento a una regione, per 13,3 miliardi di euro di vendite e una crescita dell’1,8% a valore. Seguono i prodotti con loghi e certificazioni come Eu Organic, Fairtrade e Fsc, che valgono 10,5 miliardi di euro su 26.569 referenze.

Free from e super ingredienti in accelerazione

Il fenomeno free from, senza glutine, lattosio, zuccheri, Ogm o pesticidi, riguarda 22.480 prodotti e 12,5 miliardi di euro di vendite, con una crescita annua del 3,2% a valore, la più alta tra le categorie principali. Cresce ancora di più, in percentuale, il paniere dei super ingredienti: matcha, wasabi, mango, anacardi, zenzero, semi di chia, germe di grano e acqua di cocco compaiono in 15.585 prodotti, con un incremento annuo del 5,3% a valore su un giro d’affari di 5,7 miliardi di euro.

Il paniere «ricchi di», che raggruppa i prodotti con fibre, fermenti lattici o proteine, vale 5,9 miliardi di euro su 12.077 referenze. Cresce anche il paniere di qualità e tradizione, composto da 6.867 prodotti con messaggi come artigianale o nostrano, che nel 2025 ha superato i 3,5 miliardi di euro di vendite.

Non tutti i comparti vanno nella stessa direzione. Il petfood, con 4.056 prodotti e 1,2 miliardi di euro di vendite, resta sostanzialmente fermo (-0,4% a valore). I prodotti per la casa green, con 2.596 referenze per 817 milioni di euro, arretra del 9,2% a valore, il calo più marcato tra i dieci panieri.

L’etichetta come garanzia in tempi incerti

Per il ceo di GS1 Italy, Bruno Aceto, la nuova edizione dell’Osservatorio arriva in un momento in cui intelligenza artificiale e agentic shopping ridefiniscono il modo di fare la spesa. Le informazioni digitalizzate sull’etichetta, spiega, diventano l’unico modo per garantire la soddisfazione finale di chi acquista.

Il differenziale tra i due Osservatori sta nei numeri: mentre le intenzioni d’acquisto complessive perdono il 2,1% ad agosto, il paniere alimentare monitorato da GS1 Italy chiude il 2025 con un +1,6% sull’anno precedente. Sul cibo, insomma, gli italiani continuano a spendere per la garanzia di un’etichetta.

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