Maretti, presidente Legacoop: clima, dazi Usa e consumi in calo mettono a rischio il comparto. Segnali positivi dal mercato brasiliano
Rese in calo, vendemmia anticipata, dazi Usa che pesano su un mercato da 4,88 miliardi di euro, consumi che si spostano verso i vini dealcolati. È il quadro tracciato nei giorni scorsi da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, l’associazione delle principali cooperative vitivinicole italiane, mentre riparte la pianificazione dello spot istituzionale promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dedicato al vino italiano.
«Il settore del vino è pienamente dentro la nostra cultura e storia, ma molte questioni tra cui il riscaldamento globale mettono a rischio un settore fondamentale per l’economia agroalimentare del nostro Paese», ha detto Maretti. Bene la promozione, ha aggiunto, ma da sola non basta: a questo mondo servono politiche capaci di sostenerlo di fronte a sfide che si sommano tra loro.

Le colline pagano il prezzo più alto
Il riscaldamento globale non è più un’ipotesi lontana. Incide già oggi su rese e qualità delle produzioni, e colpisce in particolare le aree collinari, dove le rese più basse renderebbero necessari interventi mirati, a partire dal potenziamento delle infrastrutture irrigue. La vendemmia 2026, ricorda Legacoop Agroalimentare, è partita con un anticipo mai visto prima.
A questo si aggiunge un’altro questione, quella dei nuovi impianti: le regole attuali permettono ogni anno la messa a dimora di quasi 7mila nuovi ettari di vigneto. Il Coordinamento vitivinicolo di Legacoop Agroalimentare chiede da tempo di sospendere per qualche tempo questo ritmo di espansione e di rafforzare in parallelo gli strumenti di liquidità per le cooperative.
Dazi Usa, ma dal Brasile arriva un segnale
Sul commercio estero pesano ancora i dazi Usa sul vino europeo, che riguardano un mercato da 4,88 miliardi di euro, pari al 28% del valore totale delle esportazioni vinicole dell’Unione europea. A complicare ulteriormente il quadro sono le tensioni geopolitiche, i rincari energetici e l’aumento dei costi di trasporto. Un’apertura, però, arriva dal Brasile: Maretti parla dei primi riscontri positivi da quel mercato.
Meno rossi corposi, più vini dealcolati
Cambiano anche le abitudini di consumo. Cala l’interesse per i vini rossi a maggiore gradazione alcolica, mentre le cantine cooperative guardano con crescente attenzione ai vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Un segmento che vale già oltre 2,4 miliardi di dollari a livello mondiale e che, secondo le previsioni, arriverà a 3,3 miliardi entro il 2028.
Le richieste al Governo
Legacoop Agroalimentare chiede alle istituzioni interventi rapidi e coordinati su più fronti: l’attuazione tempestiva del Pacchetto vino concordato in sede europea, certezze sul futuro dell’Ocm vino nell’ambito della riforma della Pac post-2027 e misure straordinarie, come distillazione ed estirpazione, tenute pronte per le situazioni di crisi più acute.
«Il vino italiano continua a essere un ambasciatore del nostro Paese nel mondo», ha concluso Maretti, «ma perché questo racconto resti vero anche negli anni a venire servono scelte coerenti: sostenere chi ha investito in innovazione, tutelare il reddito dei viticoltori e affrontare con strumenti concreti gli effetti della crisi climatica».
