Dal Piemonte al Friuli, cinque cantine raccontano la vendemmia 2026: uve sane, anticipo diffuso e raccolta parcella per parcella
Da Tortona, in Piemonte, a Rauscedo, in Friuli Venezia Giulia, la vendemmia 2026 procede in anticipo su gran parte del territorio italiano. A spingerla è stata un’estate calda e, in alcune zone, segnata da fasi di siccità che hanno accelerato la maturazione delle uve. Tra fine agosto e inizio settembre, cinque cantine e consorzi — dal Piemonte alla Toscana, dal Veneto al Friuli — restituiscono un quadro condiviso: uve in buono stato sanitario, raccolte condotte parcella per parcella e un’attenzione crescente alla selezione qualitativa più che alla quantità.
Piemonte, il Timorasso guida i Colli Tortonesi
Nell’Alessandrino, il Consorzio di Tutela Vini Colli Tortonesi segnala la vendemmia del Timorasso, il vitigno simbolo della denominazione, in anticipo e con uve giunte a maturazione in ottimo stato fitosanitario. Negli ultimi dieci anni la superficie coltivata è cresciuta molto: dai circa 100 ettari del 2016 si è passati a oltre 500.
Di fronte a questa espansione, il Consorzio ha scelto di frenare piuttosto che assecondarla: nella prossima programmazione azzererà le idoneità per i nuovi impianti, per mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato.

Toscana, a Monteverro un’annata di contrasti
Più a sud, sulle colline della Costa d’Argento, a Capalbio, la cantina Monteverro descrive un’annata segnata da forti contrasti. Inverno e inizio primavera molto piovosi hanno lasciato riserve idriche abbondanti nei suoli, racconta l’enologo Matthieu Taunay; poi, dall’inizio di luglio, lo stress idrico ha accelerato la maturazione e ridotto le dimensioni degli acini.
Il capitolo si è aperto con lo Chardonnay, raccolto in una finestra strettissima tra il 31 luglio e il 3 agosto. «Abbiamo deciso di anticipare in maniera importante la raccolta e di concentrarla in pochissimi giorni» spiega Taunay. Sono seguite le varietà rosse più precoci, Merlot e Syrah, vendemmiate prima di Ferragosto; il Cabernet è entrato in raccolta il 25 agosto, mentre le selezioni parcellari più qualitative sono previste a inizio settembre.
Veneto, il caldo anticipa la raccolta a Montebello Vicentino
Risalendo verso nord-est, a Montebello Vicentino, la cantina Cavazza — guidata dalla quarta generazione della famiglia, i cugini Stefano, Andrea, Elisa e Mattia — vendemmia in queste settimane in un contesto simile: temperature elevate e carenza idrica hanno anticipato i tempi di raccolta e reso necessario un monitoraggio costante, parcella per parcella.
«Quest’anno è stato particolarmente importante individuare il momento in cui le uve raggiungessero il miglior equilibrio tra maturazione zuccherina, acidità e componente fenolica», spiega l’enologo Mattia Cavazza, secondo cui le temperature elevate possono alterare rapidamente questi parametri.

A Conegliano la vendemmia dei vini fermi
Nel Trevigiano, sulle colline di Conegliano, il Consorzio Colli di Conegliano Docg ha aperto la raccolta il 31 agosto, con largo anticipo dovuto all’andamento climatico mite e asciutto delle ultime settimane. A beneficiarne sono soprattutto le uve destinate ai vini fermi, il cuore identitario della denominazione.
La presidente del Consorzio, Isabella Collalto de Croÿ, parla di una maturazione «eccellente» e di vini «di grande espressività», frutto di condizioni climatiche favorevoli ma anche del lavoro dei produttori. Il calore del sole, unito a un apporto idrico moderato, ha favorito l’accumulo di polifenoli nelle bucce, decisivo per la struttura e la longevità dei vini rossi; le prime piogge di agosto e le escursioni termiche notturne hanno poi contribuito a preservare la freschezza aromatica delle uve.
La raccolta proseguirà nelle prossime settimane per tutte le tipologie previste dal disciplinare, dai bianchi ai grandi rossi da invecchiamento, fino alle uve per l’appassimento alla base di Refrontolo, Refrontolo Passito e Torchiato di Fregona.
Friuli, a Rauscedo la vendemmia coincide con il 75° anniversario
All’estremità orientale di questo itinerario, a Rauscedo, in provincia di Pordenone, la cooperativa Cantina Rauscedo comunica che la vendemmia 2026 è iniziata da circa due settimane, confermando l’anticipo atteso alla luce dell’andamento stagionale.
«Le condizioni climatiche ci hanno consentito di arrivare alla raccolta con uve complessivamente sane e con riscontri qualitativi che, in questa fase, appaiono molto incoraggianti», commenta il direttore generale Flavio Geretto, precisando che il bilancio resta parziale fino alla conclusione delle operazioni. Dal punto di vista quantitativo il quadro appare equilibrato, pur con differenze tra varietà, zone e singoli vigneti, monitorate attraverso una rete di stazioni meteo e strumenti di controllo agronomico.
La novità di quest’annata riguarda però la strategia più che il clima: per la prima volta la cooperativa ha avviato progetti di selezione qualitativa su alcuni vitigni del proprio patrimonio produttivo, tra cui Sauvignon, Ribolla Gialla, Refosco dal peduncolo rosso, Friulano, Traminer Aromatico e Chardonnay.
La vendemmia 2026 arriva in un anno particolare per Cantina Rauscedo, che festeggia i 75 anni dalla fondazione della cooperativa. Oggi la filiera conta oltre 2.000 ettari vitati gestiti dai soci, distribuiti su otto sottozone con caratteristiche pedoclimatiche proprie.
