A differenza di altre denominazioni, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo rinuncia per ora a dare stime sulla vendemmia 2026
Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia della raccolta, in un’annata segnata da temperature elevate, siccità prolungata ed eventi estremi localizzati. Mentre altre denominazioni italiane hanno già messo nero su bianco le prime cifre della vendemmia 2026, il Consorzio abruzzese sceglie la strada opposta: aspettare.
«Oggi è prematuro dare numeri sulla vendemmia 2026 – sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi – Abbiamo davanti settimane decisive e il clima potrà incidere ancora significativamente sia sulle quantità sia sul profilo qualitativo delle uve. Per questo preferiamo osservare, monitorare e attendere prima di formulare una stima complessiva».
Non è una posizione isolata. Anche a livello nazionale Assoenologi, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e l’Unione Italiana Vini (Uiv) hanno per ora rinunciato a una previsione vendemmiale complessiva, per lo stesso motivo: l’andamento meteorologico non consente ancora una stima attendibile delle quantità.

Le bianche già in cantina, il Montepulciano aspetta settembre
Le prime uve raccolte sono le varietà più precoci, in particolare le bianche destinate alla Doc Abruzzo. Il caldo ha anticipato le date di raccolta rispetto alla norma. In questa vendemmia 2026 l’anticipo medio nazionale si è attestato attorno ai dieci giorni; in Valpolicella si è arrivati fino a due settimane. Sarà però l’andamento meteo delle prossime settimane a stabilire il quadro definitivo, soprattutto per il Montepulciano d’Abruzzo, la cui raccolta entra nel vivo da settembre.
Vigneti in salute nonostante lo stress idrico
Dal punto di vista fitosanitario il monitoraggio del Consorzio restituisce un quadro complessivamente buono: il caldo intenso, pur pesando sullo stress idrico e sulla maturazione, ha in molti casi limitato lo sviluppo delle principali fitopatie, agevolando la difesa dei produttori. Non sono mancate però le criticità: gelo tardivo in primavera, grandinate localizzate e un lungo periodo di caldo e siccità hanno lasciato il segno sui vigneti.
La gestione dell’acqua entra nell’agenda del Consorzio
Per Nicodemi la vendemmia 2026 obbliga a tornare su un tema che non si può più affrontare solo in emergenza: la gestione della risorsa idrica. «Di fronte a estati sempre più caratterizzate da picchi di caldo e da precipitazioni distribuite in maniera irregolare – continua Nicodemi – non possiamo limitarci a discutere dell’acqua quando manca. Dobbiamo lavorare sulla capacità del territorio di conservare la risorsa idrica, attraverso una politica seria di manutenzione e potenziamento degli invasi e delle infrastrutture. L’acqua che oggi arriva in modo violento e concentrato deve poter diventare una riserva per l’agricoltura e per le nostre comunità nei mesi più difficili».
Le denominazioni sono un terzo della produzione regionale
Il Consorzio ricorda un elemento che nella lettura dei dati abruzzesi pesa spesso poco: le produzioni a denominazione tutelate rappresentano circa un terzo della produzione complessiva di vino in Abruzzo, mentre i restanti due terzi sono vino senza denominazione. Nessun dato riferito alle denominazioni, avverte il Consorzio, può quindi essere esteso automaticamente all’intero comparto vitivinicolo regionale.
Rese ridotte per non rincorrere la quantità
Alla variabile climatica si somma l’equilibrio tra produzione, mercato e giacenze. In vista della vendemmia il Consorzio ha sostenuto misure di contenimento produttivo, tra riduzione delle rese e bloccaggio amministrativo di una quota della produzione, per riequilibrare domanda e offerta. È la stessa strada già imboccata in Valpolicella, dove il Consorzio vini ha stoccato il 20% della vendemmia per sostenere il valore delle uve.
«Non dobbiamo inseguire il record di quantità – conclude Nicodemi – ma costruire valore. La gestione della produzione è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per mantenere l’equilibrio del mercato e difendere la remunerazione dei viticoltori. Allo stesso tempo dobbiamo continuare a investire sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità dei nostri vini di conquistare nuovi consumatori e nuovi mercati».
Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo continuerà a monitorare i vigneti regionali e fornirà una valutazione complessiva della vendemmia 2026 solo quando i dati saranno sufficientemente solidi e rappresentativi.
