Vendemmia 2026: la sfida della precisione in vigna

Cinque cantine tra Alto Adige, Toscana e Albania raccontano un anticipo record e la sfida di leggere il vigneto giorno per giorno

Acini più piccoli, zuccheri che esplodono e finestre di raccolta che si chiudono in pochi giorni: è questo il ritratto della vendemmia 2026, iniziata in anticipo in diverse zone d’Italia e non solo. A raccontarla sono cinque cantine tra Alto Adige, Toscana e Albania, che condividono un problema comune, un’annata calda e precoce, e risposte diverse, tutte affidate all’osservazione quotidiana del vigneto.

Toscana, si parte da Castelnuovo Berardenga

A Vallepicciola, nel Chianti Classico, la raccolta è partita a inizio agosto. È la prima vendemmia per Gaia Cinnirella, da poco enologa della cantina di Castelnuovo Berardenga, che descrive un avvio positivo: i primi mosti assaggiati in cantina lasciano intravedere un buon legame tra il carattere dei vigneti e i vini che ne usciranno. Sui risultati finali, però, è ancora presto per dare giudizi.

In Alto Adige la vite ha accelerato

Da Nals Margreid la vendemmia partirà nei prossimi giorni con le varietà più precoci: Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon. Le temperature sopra la media hanno spinto lo sviluppo della vite, ma hanno anche ridotto la dimensione degli acini, un segnale che secondo l’enologo Harald Schraffl porterà a una produzione inferiore alla media. Per questo la cantina ha scelto di non sfogliare la zona dei grappoli, lasciando che le foglie proteggano l’uva dal sole e riducano il rischio di scottature.

Un momento della vendemmia
Un momento della vendemmia

Anche l’Abbazia di Novacella anticipa i tempi. Il direttore Werner Waldboth fa sapere che le prime uve di Sauvignon saranno raccolte il 24 agosto al Marklhof, seguite a stretto giro dal Pinot Nero; in Valle Isarco la vendemmia partirà invece attorno al 7 settembre. Qualità e quantità dei vigneti sembrano in linea con l’anno scorso, ma la vera incognita resta il momento esatto della raccolta per ogni varietà, per bilanciare zuccheri e acidità.

San Michele Appiano: meno trattamenti, più equilibrio

Alla Cantina San Michele Appiano l’enologo Jakob Gasser descrive un’annata calda ma senza stress idrico, con una crescita della vite equilibrata grazie al lavoro puntuale dei soci in vigna. La raccolta nelle zone precoci è attesa per fine agosto, con inizio della vendemmia vera e propria intorno al 7 settembre — un anticipo di tre o quattro giorni sul 2025. La produzione dovrebbe restare in linea con la media, sostenuta da diradamento e vendemmia verde.

Un dato colpisce più degli altri: il numero di trattamenti fitosanitari è tra i più bassi degli ultimi anni. Gasser lo lega anche all’inerbimento spontaneo tra i filari, che trattiene nel terreno l’acqua dei temporali e migliora la disponibilità idrica per le viti.

In Albania la raccolta corre con dieci giorni di anticipo

Sui rilievi di Berat, nel sud dell’Albania, la Çobo Winery ha già iniziato a raccogliere il Puls, vitigno autoctono a bacca bianca alla base del metodo classico Shëndeverë. Muharrem Çobo, che gestisce la cantina insieme al fratello Petrit, parla di una vendemmia anticipata di circa dieci giorni rispetto al solito. Cabernet e Merlot hanno risentito di più del caldo, mentre le varietà autoctone Shesh-i-Zi, Puls e Vlosh si presentano in condizioni ottimali. Sul fronte della quantità, la cantina prevede un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.

Tra la prima cantina e l’ultima, le date di raccolta si concentrano in una finestra di poco più di due settimane, in cui le cinque cantine devono decidere, varietà per varietà, il momento esatto per vendemmiare.

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