Novacrema e Giallocrema di Ar.pa Lieviti: creme vanigliate senza glutine, anche vegane, per casa e laboratorio
Bomboloni, krapfen, zeppole di San Giuseppe, torta mimosa: dolci diversi, una sola anima. Quella vellutata, gialla, profumata di vaniglia che li riempie e li tiene insieme. La crema pasticcera non è un dettaglio: è il centro di molte preparazioni della pasticceria italiana, e farla bene — ogni volta, con la stessa consistenza — non è banale.
È da questa esigenza pratica che Ar.pa Lieviti, azienda di Ozzano dell’Emilia (Bologna) attiva da oltre cinquant’anni nel settore dei preparati per dolci, propone due prodotti in polvere: Novacrema e Giallocrema.
Come funzionano
Entrambi sono preparati “a caldo”: si mescolano con latte (o con una bevanda vegetale, per una versione vegana), si cuociono e si ottiene una crema dalla consistenza regolabile. La densità, la dolcezza e l’intensità aromatica possono essere modulate in base all’uso finale.

Le creme così ottenute si prestano a farcire dolci da forno, ma anche a essere servite come dessert al cucchiaio. C’è persino un utilizzo meno scontato indicato dall’azienda: tagliarle a cubetti e friggerle nel Fritto Misto alla Piemontese. Un impiego che richiede una certa stabilità del prodotto, caratteristica su cui Ar.pa punta come elemento distintivo. Entrambe le versioni sono certificate senza glutine.
Due prodotti, due mercati
La differenza tra Novacrema e Giallocrema non sta tanto nella ricetta quanto nel formato e nel pubblico di riferimento.
Novacrema è pensata per il consumatore finale: si trova in bustine da 8 grammi, confezionate in astucci dal design vintage, disponibili nella grande distribuzione organizzata o in espositore da banco nei negozi al dettaglio.
Giallocrema si rivolge invece ai professionisti — pasticceri, panettieri, laboratori artigianali — ed è confezionata in un secchiello richiudibile da 2 chili, più pratico per un uso continuativo e in grandi quantità.
La carta vegana
Un aspetto che l’azienda sottolinea è la possibilità di sostituire il latte con una bevanda vegetale senza compromettere il risultato finale. Una flessibilità che risponde a una domanda reale: sempre più pasticcerie e laboratori devono fare i conti con clienti che evitano i latticini, per scelta o per necessità.
Non si tratta di un prodotto specificamente formulato per il mercato vegano, ma di una caratteristica tecnica — la compatibilità con i latti vegetali — che amplia le possibilità d’uso senza richiedere prodotti separati.
