Frutta e verdura: gli italiani tornano a comprarne di più

Ripresa al reparto ortofrutta: le famiglie italiane tornano a comprare frutta e verdura dopo anni di tagli al carrello

Qualcosa è cambiato nel modo in cui gli italiani fanno la spesa. Dopo tre anni di acquisti in calo — tra il 2021 e il 2023 — frutta e verdura sono tornate a riempire i sacchetti. Non è un boom, ma è un segnale concreto che i consumi si stanno stabilizzando e, almeno per questa categoria, riprendono quota.

È quanto emerge dal Report Consumi 2025 di CSO Italy, l’osservatorio di riferimento per il settore ortofrutticolo in Italia, che ha analizzato gli acquisti al dettaglio degli ultimi dodici mesi.

I numeri della ripresa

Nel 2025 gli acquisti al dettaglio di ortofrutta hanno raggiunto 5,45 milioni di tonnellate, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo si è attestato a 13,77 miliardi di euro, in aumento del 7%. Il prezzo medio è salito del 2%, un incremento contenuto rispetto agli anni delle forti tensioni inflazionistiche.

La frutta ha totalizzato 2,81 milioni di tonnellate (+3%), con un valore di 7,13 miliardi di euro (+10%). Gli ortaggi hanno fatto registrare una crescita più sostenuta nei volumi: 2,62 milioni di tonnellate (+7%), con prezzi medi in lieve calo (-3%).

Famiglia al supermercato acquista frutta
Famiglia al supermercato acquista frutta

Cosa mette nel carrello una famiglia italiana

Ogni nucleo familiare ha acquistato in media 207 kg di ortofrutta nel corso dell’anno, con una spesa di circa 519 euro (+4,9% rispetto al 2024). A livello individuale, il consumo pro capite ha raggiunto i 92 kg annui, ancora al di sotto dei livelli del 2021 ma in netto recupero.

Due segmenti dominano la scena: le famiglie composte da una o due persone rappresentano quasi i due terzi della spesa complessiva. Gli over 65, in particolare, si confermano i principali acquirenti: generano il 40% della spesa totale, con una media di 262 kg acquistati all’anno e la frequenza di visita più alta tra tutti i gruppi demografici.

Il supermercato ha vinto

Se c’è un dato che fotografa una trasformazione strutturale del mercato, è quello relativo alla grande distribuzione organizzata. Nel 2025 la GDO ha raggiunto l’81% dei volumi complessivi di ortofrutta venduta al dettaglio, pari a 4,43 milioni di tonnellate. Dieci anni fa la quota era di 18 punti percentuali inferiore.

Supermercati (48% dei volumi) e discount (21%) raccolgono la quasi totalità della crescita. Il canale tradizionale — mercati rionali, fruttivendoli di vicinato — scende al 15% e continua a perdere terreno.

La ripresa è diffusa geograficamente, ma le dinamiche più vivaci si registrano al Centro e al Sud, dove il recupero dei volumi è stato più marcato.

Il confezionato supera lo sfuso (quasi)

Un altro cambiamento di lungo periodo riguarda il formato di vendita. Il prodotto confezionato a peso fisso ha raggiunto il 39% dei volumi acquistati, contro il 31% del 2021, e il 47% del valore totale. La distanza rispetto allo sfuso si assottiglia anno dopo anno.

Il differenziale di prezzo tra i due formati resta significativo: 3,12 €/kg per il confezionato contro 2,23 €/kg per lo sfuso. Il consumatore paga di più, ma evidentemente trova nel formato preconfezionato una risposta alle proprie esigenze: comodità, porzioni calibrate, conservazione facilitata.

Il biologico accelera

Tra le tendenze più rilevanti emerge la ripresa del biologico, che nel 2025 ha registrato tassi di crescita superiori al convenzionale: +13% in volume e +14% in valore, superando le 593 mila tonnellate e 1,45 miliardi di euro di spesa.

L’incidenza del bio sul totale ortofrutta sale all’11% dei volumi e al 10,5% della spesa. Il divario di prezzo rispetto ai prodotti convenzionali continua a ridursi, segnale che l’offerta biologica è ormai integrata stabilmente sugli scaffali della distribuzione moderna e non rappresenta più una nicchia di mercato.

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