Viva il buon vino popolare, al prezzo giusto

Oggi una buona bottiglia dovrebbe costare tra i 12 e 15 euro, meglio puntare sui nuovi vini che esaltano uva e territorio

Gli italiani oggi prestano molta attenzione a come e dove spendono i propri soldi, nessuno li vuole sperperare. Una attenzione che viene posta su qualunque bene o servizio: vino compreso. Il costo di una bottiglia di vino all’utente finale deve essere il riflesso del costo di produzione e sono cinque le componenti che concorrono a determinare quanto una bottiglia costa al consumatore.

  1. Il costo al quintale delle uve
  2. Il costo di trasformazione di queste in vino
  3. Il costo di confezionamento (bottiglia, etichetta, tappo, capsula, materiali per l’imballaggio)
  4. Il costo del marketing
  5. Il costo della distribuzione

Il prezzo di vendita sarà la somma di tutto questo, condito da una serie di “SE”: se si garantisce un giusto guadagno per ettaro al vignaiolo, se si vinifica con le giuste tecnologie, se si imbottiglia in modo corretto, se non si fanno spese folli per il marketing, se gli intermediari commerciali non applicano ricarichi eccessivi.

In un mercato sano non c’è nessuna ragione perché un ottimo vino rosso costi più di 15 euro alla bottiglia e un bianco più di 12 euro in enoteca o sullo scaffale dei supermercati. Naturalmente, se parliamo di vini con affinamenti di diversi anni con un’evidente immobilizzazione in cantina, il costo aumenta, ma questi sono vini che meritano un discorso a parte perché non sono prodotti da consumare nel quotidiano.

Nella fascia tra i 5 e gli 8 euro si possono, dunque, trovare dei vini di qualità, sia rossi sia bianchi, ma il problema è che in questo momento si trovano anche vini che non meritano. In una fase come questa, dove il vino sta attraversando una delle peggiori crisi economiche, vengono messi in vendita vini dove è difficile trovare qualità, dove imbottigliatori e produttori cercano di alleggerire le cantine piene con offerte spesso non all’altezza.

In questo momento, dunque, io punterei sui vini giovani, figli di un nuovo modo di intendere il vino: basta barriques di primo passaggio, vini potenti e corposi, ma fotocopia, indipendentemente dal territorio di produzione. L’era dei “californiani” è passata: oggi è il momento, per fortuna, di vini che esprimono le caratteristiche dell’uva e del territorio, che invogliano a bere e ben si adattano alla convivialità.

I vini prodotti in poche migliaia di bottiglie e venduti a prezzi irragionevoli li lascio volentieri a quelle categorie di persone che da decenni continuano a parlarsi addosso e pensano che valga la pena occuparsi solo di questi vini. Molta di questa gente beve da anni senza aver mai pagato una bottiglia di tasca propria e che quindi ha definitivamente perso ogni collegamento con la realtà.         

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