Vino a Natale: tra brindisi e salute, quanto è troppo?

Gli esperti avvertono: anche durante le feste consumare troppo alcol resta un rischio concreto per fegato e cervello

È iniziato il periodo più goloso dell’anno. Non solo di panettoni e cotechini, ma anche di brindisi. Aperitivi con i colleghi, cene con gli amici, pranzi in famiglia: ogni occasione è buona per stappare una bottiglia. Eppure, mentre cerchiamo il vino giusto da portare a tavola, c’è un aspetto che spesso dimentichiamo: l’alcol, anche quello contenuto in un bicchiere di rosso pregiato, non è esattamente un alleato della nostra salute.

Il binge drinking non è solo roba da ragazzini

Gianni Testino, presidente della Società Italiana di Alcologia, lancia l’allarme: il fenomeno del binge drinking – letteralmente “abbuffata alcolica” – non riguarda più solo i giovani che esagerano il sabato sera. Anche gli adulti, magari proprio durante il veglione di Capodanno, possono ritrovarsi a consumare quattro o più unità alcoliche in poche ore, passando dall’aperitivo al prosecco, dal vino allo champagne fino ai superalcolici.

Brinsidi natalizio
Sotto le feste ogni occasione è buona per brindare

I numeri parlano chiaro: oltre 4 milioni di italiani sono a rischio, di cui 2,9 milioni uomini e 1,2 milioni donne. E le conseguenze? Il fegato non riesce a metabolizzare tutto quell’alcol in tempi brevi. Servono 3-4 ore per smaltire poche unità, con danni sia fisici che mentali e un rischio concreto di dipendenza.

Per i giovani sotto i 25 anni la situazione è ancora più delicata. Ogni episodio di binge drinking infiamma il cervello: anche se sul momento sembra di stare bene, in realtà si perde la percezione del rischio e la razionalità. I ragazzi diventano aggressivi, le ragazze più vulnerabili, tutti mostrano problemi di apprendimento e linguaggio.

Quel bicchiere di rosso fa davvero bene?

Per anni ci hanno raccontato che un bicchiere di vino rosso al giorno facesse bene al cuore, grazie ai famosi polifenoli. Ma la scienza più recente ha fatto dietrofront. Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione umana, è categorico: «Non esiste una soglia di consumo di alcol priva di rischi».

L’alcol etilico – quello presente in vino, birra e superalcolici – è classificato come cancerogeno di Gruppo 1 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Significa che può aumentare il rischio di tumori al colon-retto e al seno, oltre a causare danni al fegato, dipendenza ed è vietato in gravidanza.

Spumante sotto le feste
L’eccesso di alcolici sotto le feste è un rischio reale

Quanto possiamo bere senza rischiare?

Le linee guida del Ministero della Salute indicano un consumo “a basso rischio”: massimo un bicchiere al giorno per le donne e gli over 65, massimo due per gli uomini adulti. Ma Testino specifica: «meglio consumare queste quantità sempre a stomaco pieno».

Minelli aggiunge che «la scelta più salubre sarebbe ridurre il consumo». Durante le feste natalizie, però, la decisione diventa una questione di responsabilità individuale piuttosto che di sicurezza assoluta.

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