Turisti stranieri scelgono le cantine familiari italiane

I visitatori da USA, Regno Unito e Germania preferiscono l’autenticità delle piccole aziende vitivinicole a gestione familiare

Quando i turisti internazionali arrivano in Italia per scoprire le nostre eccellenze enogastronomiche, non puntano sui grandi nomi industriali. Secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano di Roberta Garibaldi, presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, preferiscono le piccole cantine a conduzione familiare.

I dati parlano chiaro: le visite alle cantine restano l’esperienza più richiesta dai turisti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania negli ultimi tre anni. La percentuale più alta si registra tra i visitatori americani (22%), seguiti da tedeschi (17%) e britannici (18%).

Enoturismo
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Numeri in crescita per i viaggi futuri

Le previsioni per i prossimi viaggi mostrano un interesse ancora maggiore. Il 78% dei turisti statunitensi, il 74% di quelli britannici e il 61% di quelli tedeschi hanno già in programma visite ai luoghi di produzione. Tra questi, le cantine del vino si posizionano al primo posto: il 42% degli americani, il 36% dei britannici e il 30% dei tedeschi le inseriscono nei loro itinerari futuri.

L’autenticità delle cantine familiari

L’aspetto più interessante riguarda la preferenza specifica per le cantine di proprietà e gestione familiare. Gli americani mostrano l’interesse maggiore (68%), seguiti da britannici (57%) e tedeschi (49%).

Un dato sorprendente emerge dall’analisi generazionale: la GenZ americana raggiunge l’82% di interesse verso le aziende vitivinicole familiari, contro il 67% dei coetanei britannici e solo il 33% di quelli tedeschi. Per i tedeschi l’interesse cresce con l’età, mentre tra i britannici sono i Millennials (25-34 anni) i più interessati, con il 78%.

Il panorama vitivinicolo italiano

Il settore del vino italiano si caratterizza per una struttura particolare: oltre 240mila aziende agricole si dedicano alla coltivazione dei vigneti e circa 30mila si occupano di vinificazione. Solo 1.883 realtà hanno dimensioni industriali, secondo i dati Ismea del report “L’Italia del Vino 2025”. Il resto è rappresentato da piccole e medie imprese a conduzione familiare.ù

Degustazione in cantina
Degustazione in cantina

Cosa cercano i turisti

«Entrare in una cantina familiare è una delle esperienze enogastronomiche più gradite dai turisti internazionali», spiega Roberta Garibaldi. «I visitatori apprezzano essere accolti direttamente dalla proprietà, che spesso gestisce personalmente le visite guidate».

Questo tipo di esperienza supera in gradimento le visite alle aziende dei brand più conosciuti, preceduta solo dalla scoperta delle dimore storiche italiane.

Le sfide per le piccole cantine

Per competere sul mercato internazionale, le cantine familiari devono però investire in comunicazione digitale e promozione multicanale. Secondo Garibaldi, dovrebbero considerare l’aiuto di consulenti specializzati in turismo enogastronomico, figure professionali identificate nel Libro bianco sulle professioni del settore.

Questi consulenti possono supportare le imprese nella strutturazione dell’esperienza turistica e nella gestione di tutte le fasi del processo, dal customer relationship management al revenue management, fino alla vendita su più canali.

La sfida per le piccole cantine italiane è mantenere l’autenticità che le rende attrattive, integrandola con gli strumenti necessari per raggiungere i turisti internazionali in un mercato sempre più competitivo.

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