La rete cooperativa del vino italiano si presenta a Düsseldorf e rafforza la presenza internazionale con degustazioni e progetti condivisi
Il vino italiano si presenta spesso sui mercati internazionali con identità territoriali molto diverse. A volte queste realtà scelgono di collaborare assieme per affrontare al meglio le sfide del commercio globale. È il caso di The Wine Net, rete che riunisce sei cooperative vitivinicole italiane e che nel 2026 torna a Prowein di Düsseldorf con uno stand condiviso, dopo la partecipazione a Wine Paris.
La manifestazione tedesca, in programma dal 15 al 17 marzo, è uno dei principali appuntamenti del calendario internazionale del vino e rappresenta un punto di incontro per buyer, importatori, distributori e professionisti del settore. La presenza coordinata della rete cooperativa punta a consolidare la visibilità dei vini italiani in un contesto commerciale sempre più competitivo.
Sei cooperative e un mosaico di territori
The Wine Net nasce con l’obiettivo di affrontare in modo collettivo la promozione e la distribuzione nei mercati esteri. La rete mette insieme cooperative distribuite tra Nord, Centro, Sud e Isole, rappresentando territori vitivinicoli molto diversi tra loro, dal Piemonte alla Sicilia. Tra le realtà coinvolte ci sono La Guardiense, CVA Canicattì, Cantina Frentana, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Colli del Soligo e Pertinace.
Nel complesso la rete rappresenta oltre 5.200 ettari di vigneto e una produzione annua di circa 22 milioni di bottiglie. Numeri che restituiscono l’immagine di un sistema cooperativo articolato, capace di mettere insieme identità locali e visione commerciale condivisa.

Un catalogo che attraversa l’Italia
Lo stand comune a Prowein permette agli operatori di incontrare in un unico spazio un’ampia gamma di denominazioni italiane. L’idea è quella di offrire un portafoglio multiregionale capace di rappresentare stili e territori differenti, dai grandi rossi piemontesi fino ai bianchi e agli spumanti del Nord-Est, passando per i vini del Centro Italia e del Sud.
La presenza condivisa consente inoltre di facilitare i contatti commerciali e di proporre soluzioni logistiche integrate, elementi particolarmente utili per gli importatori che operano su mercati complessi o emergenti.
Terramata, un racconto comune
A Düsseldorf sarà presentata anche Terramata, la linea collettiva che riunisce alcune delle etichette più rappresentative delle cooperative aderenti. Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare in modo unitario territori molto diversi tra loro, che vanno dalle Langhe alle colline del Prosecco, dalla Maremma al Sannio, fino all’area agrigentina e alla Costa dei Trabocchi in Abruzzo.
Terramata vuole offrire uno strumento di riconoscibilità nei confronti degli operatori internazionali e allo stesso tempo mettere in evidenza il valore della cooperazione vitivinicola italiana.
Bordeaux e i nuovi mercati
La strategia internazionale della rete non si limita alle fiere. Negli ultimi mesi si è rafforzata anche la collaborazione con La Cité du Vin di Bordeaux, uno dei poli culturali più importanti dedicati al vino. Qui i vini delle cooperative sono stati protagonisti di una masterclass dedicata e nei prossimi mesi saranno presentati anche gli spumanti della rete.
Parallelamente continua l’attività di apertura verso nuovi mercati. Un esempio recente è la missione commerciale organizzata in Nigeria, dove alcuni contatti avviati a Lagos si sono trasformati in ordini nei mesi successivi, in occasione di Wine Paris 2026.
Una strategia condivisa
La partecipazione con uno stand unico a Prowein rappresenta quindi un passaggio coerente con il percorso avviato negli ultimi anni. La rete si presenta come interlocutore unico capace di offrire continuità produttiva, ampiezza di gamma e una presenza coordinata sui mercati internazionali.
Una strategia che prova a valorizzare il vino cooperativo italiano attraverso la collaborazione tra territori e aziende diverse, mantenendo al centro la dimensione agricola e produttiva delle cooperative.
