Dal primo bilancio del 2015 alla B Corp del 2023: come il Gruppo Ponti ha costruito un modello industriale orientato al Net Zero
Dieci anni fa Ponti pubblicava il suo primo report di sostenibilità. Era il 2015, e l’azienda piemontese leader negli aceti e nelle conserve vegetali sceglieva di rendere pubblico qualcosa che molte imprese ancora tenevano nei cassetti: i numeri dell’impatto sull’ambiente, non solo quelli del bilancio economico. La Relazione di Impatto 2025, presentata a fine maggio, chiude questo primo decennio con dati che documentano un percorso, non una dichiarazione d’intenti.
Il Gruppo conta oggi 206 dipendenti, ha generato nel 2025 un valore economico di 116,4 milioni di euro e ne ha distribuiti oltre 115,3 milioni tra dipendenti, fornitori, comunità e stakeholder. Ha ridotto del 12,3% i rifiuti prodotti, ha tagliato 92 tonnellate di plastica dagli imballaggi e ha ottenuto, nell’arco di quattro anni, tre certificazioni che segnano altrettanti passaggi: Società Benefit nel 2021, B Corp nel 2023, parità di genere Uni/PdR 125:2022 nel 2024.
Da rendicontazione a strategia
Il salto qualitativo rispetto ai primi anni non sta tanto nei numeri, migliorati in quasi tutti gli indicatori, quanto nell’architettura del sistema. La sostenibilità è entrata nella governance dell’azienda attraverso un’analisi di doppia materialità, che mappa i temi rilevanti su due assi: l’impatto economico-finanziario per l’impresa e gli effetti sociali e ambientali generati dalle attività del Gruppo.
Gli standard Esrs — il framework europeo introdotto dalla normativa Csrd — vengono integrati progressivamente nel sistema di rendicontazione. Non è un obbligo per una realtà delle dimensioni di Ponti, almeno non ancora; è una scelta anticipatoria che si traduce in una struttura di dati più robusta e verificabile.
«La sostenibilità per noi non è mai stata un esercizio di comunicazione, ma un modo di intendere la cultura d’impresa e il nostro ruolo nella società», ha dichiarato la vicepresidente Lara Ponti. «Dieci anni fa abbiamo scelto di rendicontare il nostro impatto perché credevamo che trasparenza, responsabilità e misurabilità fossero strumenti fondamentali per costruire valore duraturo».

Il cantiere ambientale
Sul fronte ambientale, il 2025 registra risultati che coprono energia, acqua, rifiuti e imballaggi. L’intensità energetica dei processi produttivi è migliorata dell’1,7%, con il 100% dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili o autoprodotta. I tre impianti fotovoltaici installati negli stabilimenti di Ghemme e Anagni hanno generato oltre 880 MWh, evitando l’immissione in atmosfera di 388 tonnellate di CO₂. L’efficienza idrica è cresciuta del 2,7%.
Sul fronte delle emissioni climalteranti, Ponti ha avviato un percorso sviluppato con l’Università degli Studi di Milano e Spinlife — spin-off dell’Università di Padova — con l’obiettivo di arrivare al Net Zero entro il 2040. Si tratta di un orizzonte ambizioso per un’azienda manifatturiera con stabilimenti produttivi attivi e una filiera agricola da gestire, ma il percorso è strutturato su basi scientifiche, non sulla sola dichiarazione di intenti.
Oltre il 50% delle materie prime alimentari è stato acquistato da fornitori entro 300 km dagli stabilimenti. Una scelta che riduce l’impatto dei trasporti, rafforza la tracciabilità e sostiene l’economia agricola locale.
Economia circolare: mele e riso
Due filiere specifiche raccontano come l’approccio circolare si traduca in prodotti concreti. L’Aceto di Mele 100% Italiane è tracciato attraverso la blockchain, con ogni fase della filiera registrata e verificabile. Per l’Aceto di Riso 100% italiano, la materia prima è ottenuta esclusivamente dal recupero delle rotture di riso nazionale, scarti del processo di lavorazione che vengono reimmessi nel ciclo produttivo anziché smaltiti.
Nel 2025 è stato avviato anche un nuovo reparto per la produzione di sidro da mele fresche, mentre lo stabilimento di Ghemme ha ampliato la capacità di stoccaggio del vino. Gli investimenti complessivi in ampliamenti produttivi, nuovi impianti, digitalizzazione ed efficientamento tecnologico ammontano a 9,6 milioni di euro.
Parità e organizzazione interna
Il capitolo sociale della Relazione di Impatto 2025 parte da un dato che Ponti certifica da due anni: il gender pay gap è azzerato, con una parità retributiva verificata e documentata secondo lo standard Uni/PdR 125:2022. Le donne rappresentano il 42% dell’organico totale, con una presenza consolidata anche nei ruoli di responsabilità e governance.
Il 96% dei contratti è a tempo indeterminato. Nel 2025 sono stati attivati 38 accordi di smart working. Il percorso verso la certificazione Iso 45001 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sarà completato entro il 2026.
Le erogazioni liberali verso la comunità e il territorio sono cresciute di oltre il 20% rispetto al 2024. Un aumento che, nel contesto di un’azienda a controllo familiare con sede in provincia di Novara, ha un peso specifico diverso rispetto a quello di grandi corporation con budget di corporate philanthropy strutturati.
