Tenuta Sette Ponti ha festeggiato i 25 anni di Oreno al Ponte Buriano, lo stesso che Leonardo da Vinci dipinse nella Monna Lisa
Venticinque anni fa la famiglia Moretti Cuseri decise di piantare una bandiera: un taglio bordolese in terra toscana, all’interno di Tenuta Sette Ponti, sulle colline del Valdarno aretino. Il vino si sarebbe chiamato Oreno, come il torrente che attraversa la proprietà. Per celebrare questo anniversario, la tenuta ha scelto il Ponte Buriano, a pochi chilometri dall’azienda, come cornice della serata: lo stesso arco medievale che Leonardo da Vinci ritrasse, con molte probabilità, nel paesaggio alle spalle della Monna Lisa. Ospiti da tutta Italia e dall’estero, e in anteprima la vendemmia 2024.
Un ponte nel quadro più famoso del mondo
Il Ponte Buriano attraversa l’Arno a nord di Arezzo da oltre 750 anni. Sette arcate in pietra, costruzione duecentesca, e una particolarità che lo rende unico: il profilo che affiora alle spalle del volto di Lisa Gherardini nel capolavoro di Leonardo corrisponde, con buona approssimazione, a quello di questo ponte. Non è una certezza assoluta, gli storici dell’arte continuano a discuterne, ma il dettaglio è abbastanza documentato da aver trasformato Buriano in una tappa obbligata per i ricercatori leonardeschi.

Il collegamento non è soltanto geografico. Leonardo trascorse anni nel Valdarno, ne studiò la morfologia, ne disegnò le acque e le colline con la stessa attenzione che dedicava alle macchine e all’anatomia. Il paesaggio che si vede nella Gioconda non è uno sfondo generico: è un ambiente preciso, osservato, preso in prestito da un territorio che esiste ancora, quasi intatto. Stare sotto quegli archi mentre cala la sera ha una qualità particolare: l’impressione che il paesaggio intorno non sia mai davvero cambiato.
Il blend e la sua storia
Oreno nasce da un assemblaggio di quattro vitigni: 45% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Cabernet Franc e 5% Petit Verdot. La raccolta è esclusivamente manuale, con una doppia selezione, prima in vigneto, poi in cantina, che elimina tutto ciò che non soddisfa gli standard di qualità previsti per la vinificazione.
La logica del progetto, a fine anni Novanta, era chiara: portare sul Valdarno un modello produttivo di matrice bordolese, senza però rinunciare all’impronta del territorio. Nei 25 anni successivi, quella scelta ha trovato conferma nelle annate e nei riconoscimenti internazionali che Oreno ha accumulato, consolidando la posizione di Tenuta Sette Ponti nel segmento dei grandi vini toscani con una forte vocazione per i mercati esteri.

L’annata 2024 in anteprima
La serata al Ponte Buriano ha offerto la prima occasione pubblica di assaggiare Oreno 2024, vendemmia che la cantina descrive come particolarmente equilibrata. Antonio Moretti Cuseri, titolare della tenuta, ha spiegato la scelta della location: «Il Ponte Buriano rappresenta idealmente il percorso compiuto da Oreno in questi venticinque anni: una storia costruita vendemmia dopo vendemmia, nel segno della continuità e della capacità di rinnovarsi».
Tenuta Sette Ponti conta circa 170 ettari complessivi tra le proprietà toscane e sarde, con una produzione che include, oltre a Oreno, altri vini del Valdarno d’Arezzo tra cui Crognolo e Vigna dell’Impero. L’azienda è di proprietà della famiglia Moretti Cuseri dall’inizio degli anni Novanta.
