Dal 12 al 14 giugno, 100 professioniste del vino a Parma, Modena e Reggio Emilia: cantine, masterclass e convegno nazionale
L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino porta la sua Convention Nazionale 2026 in Emilia-Romagna da venerdì 12 a domenica 14 giugno. Tre giorni tra Parma, Modena e Reggio Emilia, con oltre 100 professioniste della filiera enologica: produttrici, enologhe, sommelier, giornaliste, comunicatrici. Il tema centrale è uno: come trasformare le denominazioni di origine in destinazioni turistiche, non solo in certificazioni.
L’edizione è organizzata dalla Delegazione Regionale Emilia-Romagna, con Paola Gorgatti dell’azienda agricola La Madonnina di Torrechiara nel ruolo di delegata regionale. Ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Parma, Modena e Castelvetro di Modena.
Lambrusco, Parmigiano e siti Unesco: il programma del primo giorno
La giornata di apertura, venerdì 12 giugno, porterà le delegate alla Cantina Settecani di Castelvetro di Modena, produttore di riferimento del Lambrusco Grasparossa. Al Castello di Levizzano è in programma la masterclass «Spumeggiante Emilia: le bollicine che ti rubano il cuore», condotta da Matteo Pessina, sommelier e docente Alma.

Nel pomeriggio le degustazioni si sposteranno sul Parmigiano Reggiano Dop e sull’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, con visita ai siti Unesco modenesi.
Il convegno di Parma: dalle denominazioni alle destinazioni
Sabato 13 giugno è la giornata centrale. Alle ore 10:00, nel Palazzo del Governatore in Piazza Garibaldi, si aprirà il Convegno Nazionale 2026 sul tema «Donne, Vino, Cibo. Territori che si raccontano: quando il gusto diventa destinazione».
Il ragionamento di partenza è sui numeri: l’Emilia-Romagna è la prima regione in Europa per denominazioni agroalimentari certificate, con 45 tra Dop e Igp e 30 denominazioni vitivinicole tra Docg, Doc e Igt. Il settore vale 37 miliardi di euro, con 10,2 miliardi all’export. La sola Dop economy genera 3,9 miliardi. La domanda che il convegno prova ad affrontare è cosa serva per fare di queste filiere un’esperienza di territorio coerente, non solo un catalogo di etichette.
Moderano i lavori la vice delegata regionale Enza Bergantino. Intervengono Maddalena Fossati, direttrice de «La Cucina Italiana»; Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura; Francesca Fattore, brand ambassador Freccianera Fratelli Berlucchi; l’onorevole Stefano Vaccari, capogruppo Pd-Idp alla Commissione Agricoltura. A seguire, talk show aperto al pubblico.
Il pomeriggio prevede una visita guidata della città attraverso il Museo Diffuso del Gusto, percorso storico-artistico dai luoghi della cultura alimentare parmigiana. La cena di gala si terrà al Labirinto della Masone di Fontanellato, il labirinto in bambù progettato dall’editore Franco Maria Ricci.

Vitigni autoctoni e caseifici: il terzo giorno a Reggio Emilia
La giornata finale prevede la visita al Caseificio Latteria Santo Stefano e alle Cantine Albinea Canali di Reggio Emilia. A chiudere la tre giorni sarà la masterclass «Radici rare — vitigni autoctoni dell’Emilia-Romagna tra identità e biodiversità», condotta dalle sommelier Antonella Pizzi e Annamaria Compiani.
Chi è l’associazione
Le Donne del Vino contano oggi 1.260 socie in tutta Italia e si definiscono la più grande associazione enologica femminile al mondo. Fondata quasi quarant’anni fa, è presieduta da Daniela Mastroberardino, rieletta all’unanimità per il triennio 2026-2028.
