Olio EVO e salute: un’alleanza tra produttori e ricerca

Unapol e l’Istituto Mario Negri uniscono le forze per promuovere prevenzione e qualità alimentare attraverso l’extravergine

C’è un filo sottile che lega il sapore di un buon olio extravergine alla salute. Questo legame è diventato una collaborazione strutturata tra chi l’olio lo produce e chi la salute la studia nei laboratori.

Unapol, l’Unione nazionale delle associazioni di produttori olivicoli, ha avviato una partnership con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, uno dei centri di ricerca scientifica più autorevoli a livello internazionale. L’obiettivo? Trasformare le evidenze scientifiche sui benefici dell’olio extravergine in strumenti concreti di prevenzione e informazione per tutti.

Oltre le cure, la prevenzione

«Quando si parla di salute, spesso si pensa subito alle cure», spiega Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri. «In realtà, molto prima della terapia viene la prevenzione, e ancora prima viene la conoscenza». È proprio su questo terreno che si muove l’accordo: non solo sostegno economico alla ricerca, ma anche impegno condiviso nel comunicare al pubblico cosa dice davvero la scienza sul rapporto tra alimentazione e rischio di malattia.

Olio EVO insalata
Olio EVO e insalata

L’Istituto Mario Negri ha già ospitato una masterclass sull’olio extravergine, dove si è approfondito il legame tra qualità dell’olio, dieta mediterranea e prevenzione. Un formato che entrambe le parti vogliono replicare, per portare fuori dai laboratori conoscenze che troppo spesso restano chiuse nelle pubblicazioni scientifiche.

Un riconoscimento che arriva al momento giusto

Il 2025 ha portato un altro tassello importante: l’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità. Un riconoscimento che va oltre il folklore e che sottolinea il valore di un modello alimentare fondato sulla biodiversità e sulla qualità delle materie prime. L’olio extravergine, naturalmente, ne è uno degli elementi centrali.

Per Tommaso Loiodice, presidente di Unapol, questa collaborazione rappresenta un punto di svolta: «Significa unire in modo credibile ricerca scientifica e cultura agroalimentare. Non si tratta di slogan, ma di mettere insieme competenze diverse per un obiettivo comune».

Per chi sceglie l’olio al supermercato o dal produttore, questa alleanza potrebbe tradursi in informazioni più chiare e attendibili. Sapere che un alimento ha proprietà benefiche è un conto; capire come e perché funziona, quali sono le evidenze e come inserirlo nella propria dieta è un altro. Ed è qui che il dialogo tra produttori e ricercatori può fare la differenza.

L’invito di Unapol è rivolto anche ai consumatori: informarsi, sostenere la ricerca, entrare in contatto con realtà come l’Istituto Mario Negri. Perché la salute, come la qualità, si costruisce prima di tutto con la conoscenza.

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