Il salume simbolo dell’Emilia-Romagna conquista l’export con 33 milioni di kg venduti nel 2024, traino dell’economia locale
La mortadella di Bologna attraversa uno dei suoi periodi migliori. Dopo secoli di storia, questo salume tipico dell’Emilia-Romagna continua a crescere sui mercati nazionali e internazionali. Nel 2024 sono stati venduti 33 milioni di kg di Mortadella Bologna IGP, con una produzione che ha sfiorato i 39 milioni di kg, registrando un incremento del 1,6% nelle vendite e dello 0,9% nella produzione rispetto al 2023.
Dalle origini medievali al successo moderno
La storia della mortadella affonda le radici nel Medioevo e oltre. Nel 1661 il cardinale Giacomo Farnese emetteva un bando che condannava chi confezionasse mortadelle con tagli di bassa qualità e l’Antica Corporazione dei Salaroli per questo utilizzò un sigillo di garanzia di qualità per i prodotti confezionati dai loro associati: una sorta di marchio di IGP ante litteram.

Il nome deriva probabilmente dal “mortarium”, il mortaio utilizzato per tritare la carne. La ricetta tradizionale prevedeva l’uso esclusivo di carne suina, spezie pregiate. Le prime ricette di questo insaccato, , si torna indietro di migliaia di anni, prevedevano al posto del pepe e di altre spezie il mirtillo. Oggi questo è sostituito pistacchio.
Un prodotto in continua evoluzione
La mortadella moderna mantiene le caratteristiche fondamentali della ricetta originale, ma si è adattata ai gusti contemporanei. La versione IGP (Indicazione Geografica Protetta) garantisce l’origine e il rispetto di precise norme di produzione che tutelano sia i consumatori che i produttori del territorio emiliano.
Il Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna, nato ufficialmente nel 2001, riunisce i principali produttori e si impegna per tutelare, promuovere e valorizzare questo salume attraverso carni selezionate e processi rigorosi.
Il mercato attuale: numeri e tendenze
I dati del settore mostrano una crescita costante del comparto. Nel 2023 l’export aveva già registrato un incremento del 6,7%, con picchi di vendite a due cifre in Germania (+15,8%) e Regno Unito (+20,8%). Il 2024 ha confermato questa tendenza positiva, con l’export che ha trainato la crescita nonostante le difficoltà del mercato.
La Germania e il Regno Unito rappresentano i mercati di sbocco più dinamici per l’export, seguiti dalla Francia, dove il prodotto beneficia di specifiche campagne promozionali europee. Il progetto “Delicious Moments European Authentic Taste”, cofinanziato dall’Unione Europea, promuove la Mortadella Bologna IGP insieme ad altri salumi DOP e IGP sui mercati italiano e francese.

Sfide e opportunità
Il settore affronta alcune criticità tipiche dell’industria alimentare moderna: la concorrenza di prodotti simili ma non certificati, la necessità di mantenere elevati standard qualitativi e l’evoluzione dei gusti dei consumatori. Tuttavia, la crescente attenzione verso i prodotti di qualità e l’origine certificata rappresenta un’opportunità per consolidare la presenza sui mercati internazionali.
L’affettato confezionato in vaschetta ha mostrato particolare dinamismo, adattandosi alle esigenze di praticità del mercato moderno senza sacrificare la qualità del prodotto tradizionale.
Un futuro roseo
Con una produzione che sfiora i 40 milioni di kg annui e un export in crescita costante, la mortadella di Bologna si conferma uno dei prodotti trainanti del settore salumiero italiano. La combinazione tra tradizione secolare e innovazione produttiva, unita alla tutela del marchio IGP, garantisce al prodotto prospettive positive sui mercati nazionale e internazionale.
La sfida principale resta quella di mantenere l’equilibrio tra volume di produzione e qualità, caratteristica che ha reso questo salume emiliano famoso in tutto il mondo.
