Dopo otto anni nell’area binari, la pasticceria napoletana apre 190 mq tra piazza IV Novembre e l’atrio: colazione e aperitivo
La pasticceria napoletana Mignon ha aperto un nuovo punto vendita alla Stazione Centrale di Milano, al piano terra, nello spazio tra piazza IV Novembre e l’atrio che collega la stazione con il traffico pedonale della città. Il locale misura circa 190 mq, ha 25 posti a sedere e un dehors esterno; è aperto tutti i giorni dalle 6.30 alle 20.00. Chiude dopo otto anni il negozio all’area binari, dove Mignon aveva debuttato nel 2016 con il primo punto vendita della sua storia.
Il brand fondato da Maria Acquaviva nel 2025 aveva già aperto un secondo locale milanese in Corso di Porta Romana 48. La rete complessiva include anche le stazioni di Torino Porta Nuova, Roma Termini e l’aeroporto di Roma-Fiumicino Terminal 3.

La pasticceria napoletana in porzione ridotta
La proposta ruota attorno al formato mignon: dolci napoletani in versione più piccola, pensati per permettere di assaggiarne più di uno. Sul banco si trovano sfogliatelle riccia e frolla, babà, pastiera, caprese, zeppola alla crema e coda d’aragosta in diverse farciture. Accanto ai dolci, una selezione di lievitati — brioche all’italiana, croissant in varianti multiple, pain au chocolat, muffin — e alcune preparazioni senza lattosio e senza zuccheri raffinati.
L’offerta di caffetteria comprende anche centrifughe fresche di frutta e verdura. La proposta salata include panini, focacce farcite, «brioche rustiche» con salumi italiani, toast, tramezzini e sandwich, disponibili dal mattino e durante la pausa pranzo con un’ampia scelta di insalate.

La novità della gelateria
Tra le differenze rispetto al vecchio spazio c’è la gelateria, con creme e gusti alla frutta. Nel pomeriggio l’offerta si allarga a una selezione di tè e, in serata, all’aperitivo. Per l’asporto e il regalo sono disponibili i prodotti a marchio Mignon: biscotti, confetteria, cioccolato e grandi lievitati stagionali.
L’azienda alle spalle
Mignon non nasce per caso, ma si appoggia alla dolciaria fondata negli anni Novanta da Salvatore Acquaviva, padre di Maria, e oggi guidata dal marito Carlo Antonio. Si tratta di una struttura che presta molta attenzione all’aspetto ambientale del lavoro, per esempio usa imballaggi biodegradabili per l’asporto.
