La mancanza di tutele delle falde acquifere e dell’acqua potabile in Italia ha aperto le porte al mercato delle acque minerali in bottiglia
I vecchi “milanesi”, come me, si ricordano delle tre fontane dell’Acqua Marcia. La più conosciuta era ubicata al Parco Sempione, vicino all’Arena Civica. Molti milanesi facevano scorta di questa acqua, ricca di manganese, con ogni tipo di bottiglia. Si narrava che regalasse la giovinezza eterna. Era la sola acqua minerale nota a noi adolescenti. Negli anni ‘60, durante le estati, mi trasferivo nella Bassa pavese, qui dopo corse in bicicletta sulle strade delle dolci colline, tra le vigne, si andava a nuotare nella piscina delle Terme di Miradolo. L’acqua salso-sulfurea era di un verde erbaceo. Naturalmente se inghiottivi sorsi di acqua, mentre nuotavi, non ti preoccupavi: era “minerale”. Era il tempo in cui si beveva a garganella l’acqua potabile dell’acquedotto, liscia, frizzante, con l’aggiunta delle polveri Idrolitina e fresca dal frigorifero domestico…
“Hai fatto tutto quello che dicevi che non avresti fatto?” è la domanda da porre a molti sindaci italiani sull’acqua potabile. Molte città e paesi italiani hanno trascurato la situazione. Nelle città il cloro la fa da padrone. In molti paesi della Pianura Padana e non solo, le falde acquifere sono inquinate dai pesticidi usati in agricoltura. Non parliamo del secolare problema dei paesi del sud Italia, mancanza di acqua o addirittura la gestione mafiosa delle falde acquifere. Va aggiunto la obsoleta situazione delle tubature con relativa perdita di acqua potabile.
I dati Istat più recenti parlano di una perdita del 42% per un totale di 3,4 miliardi di metri cubi. Il problema più grave è al Sud dove si arriva allo 80%. La causa principale sono tubature obsolete che hanno un’età che va da 30 anni arrivando a certe di 50 anni. Si calcola che 157 litri d’acqua vanno sprecati per ogni abitante. Alla possibile risoluzione di questo problema si ringrazia il PNRR che dovrebbe portare alla modernizzazione delle reti. Gli italiani hanno risolto il problema diventando tra i maggiori consumatori di acqua minerale d’Europa, con più di 200/250 litri pro capite all’anno. Così possiamo bere l’acqua minimamente mineralizzata, l’acqua oligominerale, l’acqua mediamente mineralizzata, l’acqua ricca di sali minerali.
Ecco che il marketing, sfruttando la ricchezza di fonti e 130 stabilimenti, ha pubblicizzato oltre 250 marche diverse, a cui vanno aggiunte le acque minerali straniere, trasformando un prodotto essenziale (l’acqua) in un bene di consumo, trainato da estati calde e da un aumento dei prezzi. Ha prodotto la nascita di una nuova figura: il sommelier dell’acqua e in certi ristoranti la “carta delle acque minerali”. Le problematiche causate dalle bottiglie di plastica, il loro impatto ambientale e la salute umana a causa delle microplastiche, anche dei tappi, vengono silenziate dagli enormi guadagni. Si stima una produzione di 11 miliardi di bottiglie all’anno. L’importante, dal 2024, è non disperdere il tappo nell’ambiente, ci dice una direttiva europea.
