La Sicilia di Ulisse apre alle trattorie

Il circuito di 63 eccellenze siciliane lancia una nuova categoria per valorizzare la cucina familiare e la tradizione dell’isola

La Sicilia di Ulisse allarga la sua rete. L’associazione che raccoglie 63 realtà dell’enogastronomia e dell’ospitalità siciliana — ristoranti, pasticcerie storiche, hotel di charme — ha annunciato a maggio 2026 l’apertura di una nuova categoria associativa dedicata alle trattorie. Accanto ai 19 produttori vinicoli già partner, entrano così nel circuito anche i locali a conduzione familiare che custodiscono la cucina di territorio.

Le trattorie fanno un mestiere diverso dai ristoranti di fascia alta: tramandano ricette locali, lavorano quasi sempre in famiglia, comprano al mercato settimanale e tengono i prezzi dentro la portata di chi abita in zona. Finora quel tipo di ristorazione restava fuori dai radar del circuito. Con questa apertura, l’associazione colma uno spazio che pesava nella rappresentazione della cucina siciliana.

Ingredienti locali e cantina con etichette regionali

Per aderire alla nuova categoria non bastano buona cucina e accoglienza. L’associazione richiede un utilizzo prevalente di materie prime locali e stagionali, un impegno documentabile nella valorizzazione dei piatti della propria provincia e una cantina con almeno una selezione di etichette siciliane. Il personale deve garantire un livello di servizio coerente con gli standard del circuito.

Tipici dolci siciliani
Tipici dolci siciliani

Non è un accesso libero: le strutture interessate devono candidarsi tramite un modulo sul sito dell’associazione, dove sono pubblicati i requisiti dettagliati. La valutazione segue gli stessi parametri già applicati alle altre categorie.

Un circuito da 180 milioni di fatturato

La Sicilia di Ulisse è stata fondata nel 2002 da un gruppo di chef. Oggi conta 63 soci — tra cui 38 tra ristoranti e pasticcerie e 25 hotel di charme — e un fatturato aggregato stimato intorno a 180 milioni di euro, con circa 1.500 addetti. Dal 2024 la presidenza è affidata a Tony Lo Coco.

Luciano Pennisi, vicepresidente dell’associazione, ha spiegato la logica dell’apertura alle trattorie: «Le trattorie siciliane custodiscono sapori, storie e gesti che ci appartengono e per questo abbiamo voluto accoglierle all’interno della nostra associazione».

Ampliamento aperto anche a cantine e strutture ricettive

L’ingresso delle trattorie non è l’unica novità sul fronte dell’espansione. L’associazione ha comunicato di valutare anche l’adesione di strutture ricettive e cantine che soddisfino i criteri di affiliazione, con l’obiettivo di completare la mappatura enogastronomica dell’isola.

L’associazione punta su un turismo che si muove tra cucina, territorio e produzione vinicola. Aggiungere le trattorie significa portare nel circuito locali che i siciliani frequentano ogni giorno, non solo quelli pensati per chi arriva da fuori.


Maggiori informazioni sul sito dell’associazione.

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