Gorgonzola Dop: record di 5,4 milioni di forme nel 2025

Produzione ai massimi storici, export in frenata: i numeri 2025 dall’Assemblea del Consorzio di tutela del Gorgonzola Dop

Il Gorgonzola Dop chiude il 2025 con il miglior risultato produttivo della sua storia: 5.414.026 forme, 136.305 in più rispetto al 2024, un aumento del 2,58%. Lo ha comunicato il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola nel corso della propria Assemblea dei soci, riunita per fare il bilancio di un anno che sul fronte della produzione non ha precedenti, ma che sul versante dell’export racconta una storia più complicata.

Il territorio di produzione copre 15 province distribuite tra Piemonte e Lombardia. Nel 2025 è il Piemonte a trainare con 3.962.282 forme (+3,66% rispetto al 2024), mentre la Lombardia si ferma a 1.451.744 forme, in crescita di appena lo 0,26%.

Gorgonzola mezza forma
Gorgonzola mezza forma

Il piccante arretra, il bio tiene

Dentro al dato complessivo, le due tipologie si muovono in direzioni opposte. Il Gorgonzola piccante scende del 5,42% e si attesta su 698.880 forme, circa il 13% della produzione totale — dopo il balzo record registrato nel 2024. Niente di drammatico: la flessione segue un anno eccezionale ed è considerata fisiologica. Il Gorgonzola Dop prodotto con latte biologico si conferma intorno all’1% della produzione annua.

Sul mercato interno, i dati YouGov fotografano una categoria sostanzialmente stabile: 14 milioni di famiglie acquirenti con una penetrazione del 52,7%, in lieve calo rispetto all’anno prima. I volumi restano pressoché invariati a 21.550 tonnellate, ma il valore cresce del 3% grazie all’aumento dei prezzi medi, saliti a 12,46 euro al chilo in tutte le modalità d’acquisto — peso fisso, taglio al banco, take away. Il profilo dell’acquirente tipo è quello di una famiglia di classe socioeconomica media o medio-alta, residente al Nord Ovest, con 55 anni o più.

L’export frena per la prima volta in quindici anni

Il nodo irrisolto del 2025 è l’export. Le esportazioni rappresentano il 39,17% della produzione totale, ma per la prima volta dopo quindici anni consecutive di crescita il saldo è negativo: -1,9% in valore rispetto al 2024, -2,1% in tonnellate. Le vendite intra-Ue si sono contratte del 2,5%, quelle extra-Ue sono rimaste invariate.

La mappa dei mercati esteri si sta ridisegnando. La Francia resta il primo importatore con 511.494 forme (+2,38%) e assorbe da sola circa un quarto dell’export globale. La Spagna cresce a 175.580 forme (+3,17%). Crolla invece la Germania — secondo mercato storico — con 432.793 forme e un calo del 6,9%. In forte flessione anche i Paesi Bassi (-16%) e i principali mercati dell’Est: Romania -15,7%, Ungheria -7,61%, Polonia -1,9%.

Le sorprese vengono da mercati minori. Il Lussemburgo balza con 113.952 forme importate al quarto posto mondiale (+8,8%). La Lettonia segna +153%, la Danimarca +25%. In Nordamerica gli Usa arretrano a 31.440 forme (-2,62%) anche per effetto dei dazi sulle importazioni Ue introdotti nella seconda metà dell’anno, mentre il Canada esplode con un +113%. Dal Giappone — mercato tradizionalmente sensibile al Gorgonzola per l’alta percentuale di consumatori intolleranti al lattosio — arrivano 41.758 forme con una crescita del 2,5%.

Gorgonzola piccante e dolce
Gorgonzola piccante e dolce

I prezzi salgono da Milano a Novara

Sul piano delle quotazioni, il 2025 è stato un anno di rialzi costanti. Sulla piazza di Milano il Gorgonzola dolce maturo ha raggiunto in media 7,65 euro al kg, contro i 7,09 del 2024. A Novara il prezzo medio è salito a 8,16 euro al kg (era 7,46 nel 2024). Il piccante maturo ha seguito la stessa traiettoria: 8,65 euro di media a Milano, 9,16 a Novara.

154 ispezioni e 105 sorveglianze sui marchi

Il Consorzio ha condotto nel 2025 un’attività di vigilanza capillare: 154 visite ispettive presso le aziende del circuito, 420 campionature di prodotto nelle regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, 105 verbali di prelievo per i controlli analitici previsti dal disciplinare. Nessuna criticità emersa.

Sul piano della tutela della denominazione, il Consorzio ha esaminato 105 casi di sorveglianza su marchi che tentavano di registrare indicazioni simili a «Gorgonzola» — inclusi quelli che ne riprendono il prefisso «Gorgo» o il suffisso «Zola» — e ha portato la registrazione del marchio consortile e dell’indicazione geografica a 96 Paesi nel mondo. Tra le situazioni monitorate con maggiore attenzione: i prodotti che riportano in etichetta la dicitura «Gorgonzola» pur non rispettando il disciplinare, come gli erborinati al tartufo o i formaggi prodotti con latte caprino.

La ricerca sulla Listeria e i peptidi bioattivi

Il 2025 ha visto proseguire anche l’attività tecnico-scientifica coordinata dal professor Erasmo Neviani, consulente del Consorzio. La ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Parma — guidata dalla professoressa Valentina Bernini — ha confermato un significativo miglioramento del rischio di contaminazione della crosta da Listeria monocytogenes nei caseifici consorziati, risultato degli interventi di contenimento adottati nell’ultimo decennio.

Parallelamente, un secondo filone di ricerca ha individuato nel Gorgonzola Dop la presenza di numerosi peptidi potenzialmente bioattivi, prodotti dall’attività microbica durante la stagionatura. Il dato è comparabile — se non superiore — a quanto osservato in alcuni formaggi a lunga stagionatura. Gli esiti aprono la strada a ulteriori approfondimenti sul valore nutrizionale e funzionale del prodotto.

I primi tre mesi del 2026 confermano la crescita

L’andamento del 2026 suggerisce continuità. Al 31 marzo la produzione cumulata si attestava a 1.404.901 forme, con un aumento del 3,77% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 3,53% sul 2024. Il mese di marzo ha chiuso a 459.688 forme totali, con il Piemonte in crescita del 6,18% e la Lombardia del 3,10% sul marzo precedente.

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