La pasta in Italia: fresca al Nord Ovest, secca al Centro e Sud

Analisi della produzione di pasta fresca e secca in Italia: tradizioni, innovazioni e il ruolo di Barilla nel mercato globale

Quando si parla di Italia, il pensiero corre immediatamente alla pasta, simbolo indiscusso della nostra cultura gastronomica e vanto della dieta mediterranea. Ma dietro questo piatto iconico si cela un panorama produttivo sorprendentemente variegato, con una netta distinzione tra Nord e Sud, in particolare per quanto riguarda la pasta fresca e secca, come evidenziato da una indagine dell’Area studi Mediobanca nel 2024. Se è vero che l’Italia si conferma leader mondiale nella produzione di pasta con ben 3,7 milioni di tonnellate (pari al 22,3% del totale globale) e un’esportazione di 2,1 milioni di tonnellate (il 43% del totale), primeggiando anche per il consumo pro-capite con 23 chili all’anno per persona davanti a Tunisia (17 chili), Venezuela (15) e Grecia (12,2), la geografia della sua produzione rivela una divisione netta.

Il Nord Ovest: capitale della pasta fresca

La ricerca presentata non lascia spazio a dubbi: il Nord Ovest detiene il primato nazionale nella produzione di pasta fresca. Oltre il 90% dei siti produttivi di pasta fresca si concentra in questa area. Questo primato sottolinea una tradizione radicata nel territorio, dove la manualità e la freschezza degli ingredienti sono elementi distintivi.

Tagliatelle
Tagliatelle

Centro e Sud: il regno della pasta secca

Contrariamente, quasi il 60% dei siti produttivi di pasta secca si trova nel Centro e nel Sud Italia. Questa concentrazione può essere legata a fattori storici, climatici e alla disponibilità di grano duro, ingrediente fondamentale per la produzione di pasta secca di qualità.

Grano duro: un elemento chiave

L’Italia vanta una leadership anche nella produzione di grano duro, con 3,8 milioni di tonnellate che rappresentano il 12% del totale mondiale, dietro al Canada (15%). Tuttavia, il nostro Paese non è autosufficiente e dipende significativamente dalle importazioni, principalmente da Canada, Francia e Grecia.

spaghetti
Spaghetti

Protagonisti: Barilla Holding

Per capire le dimensioni di questo mercato l’esempio di Barilla è significativo. Essa si posiziona come il primo pastificio in Italia per fatturato, con 4.869 milioni di euro registrati nel 2023. L’azienda investe significativamente in innovazione, efficienza e aumento della capacità produttiva, con 230 milioni di euro (il 4,7% del fatturato) destinati a questi scopi nel 2023. Barilla opera in 30 siti produttivi (15 in Italia e 15 all’estero) e produce circa 2 milioni di tonnellate di cibo all’anno. In Italia, per esempio, Barilla ha uno stabilimento a Novara con un mulino a Galliate, dove vengono macinate annualmente 80.000 tonnellate di grano, rappresentando un quarto delle farine utilizzate per sei stabilimenti italiani. Questo impianto storico, acquisito nel 1994, testimonia come la presenza di Barilla sia radicata nel territorio. A livello globale, Barilla impiega più di 9.000 dipendenti.

Un mosaico di sapori e tradizioni

Questa divisione geografica nella produzione di pasta fresca e secca non fa altro che arricchire il panorama gastronomico italiano. Ogni regione, con le sue specificità e tradizioni, contribuisce a rendere l’Italia la patria indiscussa della pasta nel mondo. Che si tratti di un piatto di tagliatelle fresche fatte in casa o di un classico spaghetto di grano duro, la pasta continua ad essere un elemento fondamentale della nostra identità culinaria, con un Nord Ovest che si conferma un polo d’eccellenza per la pasta fresca.

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