Iollarum, il Nebbiolo di Cascina Castlèt dal toponimo 1428

All’ultimo Vinitaly Cascina Castlèt lancia Iollarum Monferrato Nebbiolo Doc: 6.000 bottiglie, prima annata 2023, da Costigliole d’Asti

Un nome ritrovato in uno stradario medievale ha dato forma a un nuovo vino. Cascina Castlèt ha presentato all’ultimo Vinitaly Iollarum Monferrato Nebbiolo Doc, prima annata 2023, prodotto da una vigna di 1,5 ettari impiantata nel 2020 sulle colline al confine tra Langa e Monferrato. La tiratura iniziale è di circa 6.000 bottiglie.

Iollarum era il nome con cui, nel 1428, veniva indicata la zona di Costigliole d’Asti dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Il toponimo è riemerso durante il recupero di uno stradario storico, restaurato con il contributo di Cascina Castlèt e ora custodito presso il Comune. Quei suoli hanno una storia vitivinicola lunga: già nell’Ottocento il marchese Asinari vi aveva piantato Nebbiolo accanto allo Chardonnay.

Mariuccia Borio con il nuovo Iollarum Monferrato Nebbiolo
Mariuccia Borio con il nuovo Iollarum Monferrato Nebbiolo Doc

Un affinamento diviso tra ceramica e legno

L’affinamento dura 12 mesi e si distribuisce in parti uguali: 50% in botti di ceramica, 50% in barrique di rovere francese. Il primo materiale serve a preservare la freschezza e la componente fruttata del vitigno; il secondo costruisce struttura e profondità.

«Abbiamo cercato un equilibrio preciso tra identità varietale e interpretazione contemporanea — spiega Giorgio Gozzelino, enologo — Il Nebbiolo qui esprime una finezza naturale che abbiamo voluto preservare, lavorando su una doppia anima: la ceramica per mantenere integrità e freschezza, il legno per costruire struttura e profondità».

La potenzialità produttiva della vigna può arrivare a 12.000 bottiglie, ma per ora l’azienda resta su numeri contenuti.

L’etichetta ispirata allo stradario del 1428

L’etichetta è stata progettata da Marcello Pilone dello studio Gruppo Leader di Canelli. Il riferimento visivo è il documento storico del 1428: le parole latine si dispongono a spirale, evocando mappe antiche e stratificazioni geografiche.

Mariuccia Borio, titolare di Cascina Castlèt, ha inquadrato il progetto in termini espliciti: «Iollarum nasce da un atto di responsabilità verso la nostra terra. Non è solo un vino, ma un gesto di restituzione: recuperare un nome, una storia e rimetterli in circolo perché possano parlare alle nuove generazioni».

Cascina Castlèt, oltre trenta ettari tra vitigni autoctoni e internazionali

L’azienda di Costigliole d’Asti lavora su oltre 30 ettari di vigneto e coltiva vitigni autoctoni — Barbera, Moscato, Uvalino, Nebbiolo — affiancati da varietà internazionali come Cabernet Sauvignon e Chardonnay. Le etichette, che portano nomi come Passum, Policalpo, Avié, Litina e Goj, sono distribuite in mercati che vanno da New York a Tokyo, da Oslo a Sydney.

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