Nella cornice del Premio Gavi La Buona Italia nasce la Carta del Vino Responsabile, perché oggi qualità ed etica sono indivisibili

Nasce in Piemonte, precisamente nella terra del Gavi, la Carta del Vino Responsabile. Uno strumento per tracciare il futuro dell’enologia in Italia, in un’ottica di etica, responsabilizzazione e sostenibilità. Perché fare vino non è solo business, ma è creare storia e cultura.

Arnaldo Caprai ha vinto la quarta edizione di questo premio per l’attenzione mostrata ai temi della sostenibilità ed etica

La presentazione è avvenuta poco tempo fa durante il Laboratorio Gavi 2018 avvenuto in contemporanea alla quarta edizione del Premio Gavi La Buona Italia. È stata l’occasione per un momento di confronto tra gli esperti del settore che hanno così stilato questo documento: il manifesto per la responsabilità sociale nel mondo enologico tricolore.

Eccolo suddiviso in 10 punti:

  1. Sposare i valori giusti
  2. Tutelare la terra
  3. Salvaguardare l’acqua
  4. Contrastare i cambiamenti climatici
  5. Impegnarsi per la Sostenibilità
  6. Proteggere la biodiversità
  7. Credere nelle persone
  8. Risparmiare nelle risorse naturali
  9. Promuovere la cultura e le arti
  10. Creare benessere per il territorio.

Prima di addentrarci nello specifico, due parole sul Premio Gavi La Buona Italia che in questa edizione ha voluto riconoscere e premiare chi opera in modo virtuoso, tenendo nella giusta considerazione etica e sosenibilità nel proprio lavoro. Il premio è stato vinto da Arnaldo Caprai di Montefalco (Pg). In lizza per la vittoria finale c’erano 20 realtà, frutto di una prima selezione di 150 produttori, consorzi e aziende di tutta Italia.

Arnaldo Caprai ha vinto perché sta attuando il protocollo The New Green Revolution per la sostenibilità economica e ambientale. Sta attuando un programma per il risparmio energetico e il monitoraggio delle emissioni, il recupero dei trattamenti attraverso macchinari progettati ad hoc, la tracciabilità degli operatori lungo tutta la filiera che va dalla vite al vino. Una rivoluzione verde, per un vino più attento al mondo attorno.

Non sono passate inosservate altre due realtà italiane che stanno impegnandosi molto in questa direzione. La giuria, infatti, ha deciso di premiarle con una menzione. Si tratta del Consorzio per la Tutela del Franciacorta per l’adesione a diversi progetti legati alla sostenibilità, la creazione di un regolamento per l’uso sostenibile degli agro-farmaci e per l’invito fatto ai soci ad adottare materiali ecompatibili ed energie rinnovabili. La seconda menzione è andata al Castello Banfi di Montalcino (Si) per essere stata la prima cantina a ottenere la certificazione di responsabilità ambientale, etica e sociale. Due esempi di come si può cambiare rimanendo fedeli alla qualità del prodotto.

Le motivazione del premio sono state il preludio ai contenuti della Carta di Gavi del Vino Responsabile. I dieci punti sovraesposti tracciano un diverso modo di interpretare la viticoltura e la “viticultura”. Il profitto fine a se stesso non è più un obiettivo perseguibile, oggi più che mai si fa parte di un sistema interconnesso, dove ogni azione ha ripercussioni su tutto quello c’è attorno. Diventa quindi fondamentale tutelare l’ambiente e i lavoratori. Tutti gli attori devono puntare alla qualità del prodotto, ma questo deve essere fatto in modo etico.

«La Responsabilità Sociale nel mondo del vino è l’unico futuro possibile - dice Roberto Ghio, neoeletto Presidente del Consorzio Tutela del Gavi – così come credo sia chiaro ormai a tutti che una produzione sostenibile e di qualità non possa prescindere dalla giustizia sociale”.

Da questo deriva tutto il resto, la tutela della terra e dell’acqua, l’impegno a contrastare i cambiamenti climatici attraverso una più attenta gestione dell’energia. Puntare alla sostenibilità ambientale ed economica, favorire il più possibile la biodiversità per salvaguardare le ricchezze naturali che ci circondano. Promuovere l’utilizzo di soluzioni più rispettose dell’ambiente, come imballi in biomateriali e materiale riciclato. Anche l’uomo deve essere sostenuto, sia come lavoratore sia come persona, quindi spazio a iniziative per rendere meno gravoso e più tutelato il lavoro, e a eventi e progetti per promuovere le arti e la cultura. Quest’ultime possono, inoltre, contribuire a valorizzare un territorio al pari della tutela del paesaggio e dell’ambiente.

L’enoturismo può dunque diventare una grande opportunità per tutti, sia per le cantine virtuose sia per il resto del territorio. Un ambiente sano, dove tutela del paesaggio e qualità dei prodotti vanno a braccetto, dove tutto è fatto per rendere sostenibile la presenza dell’uomo può ottenere nel tempo dei grandi vantaggi. Non rimane che brindare con un bicchiere di Gavi al futuro prossimo venturo.