Un viaggio dal Nord al Sud per scoprire i migliori formaggi artigianali italiani prima di Cheese 2025 a Bra
In attesa di Cheese 2025, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo che si terrà dal 19 al 22 settembre a Bra, quali sono i formaggi italiani da conoscere? Ecco una selezione che attraversa la penisola, dal Piemonte alla Calabria, per un giro d’Italia del formaggio che racconta territori, tradizioni e sapori autentici.
Nord Italia: montagna e tradizione
Prescinsêua ligure
Nella tradizione genovese, la prescinsêua è una cagliata cremosa dal gusto leggermente acidulo, prodotta con il latte della Cabannina, razza bovina autoctona dell’Appennino ligure. Questo formaggio fresco si abbina perfettamente alle bietole nella classica torta salata, ideale per i picnic estivi.
Fatulì della Val Saviore
Dalle montagne lombarde arriva questo formaggio caprino affumicato, realizzato con il latte della capra Bionda dell’Adamello. Il nome deriva dal dialetto “piccolo pezzo” e il sapore si caratterizza per l’affumicatura con bacche e rami di ginepro. La pasta compatta sprigiona aromi erbacei e di frutta secca.

Roccaverano piemontese
Tra le colline di Asti e Alessandria nasce questo formaggio caprino, uno dei primi a ottenere la Denominazione di Origine nel 1979. La pasta bianca e cremosa ha un gusto fresco che evolve con la stagionatura. Si presta anche a preparazioni dolci, come il gelato abbinato al miele di montagna.
Centro Italia: sapori decisi e cereali antichi
Pecorino dei Monti Sibillini
Sui pascoli incontaminati del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, questo pecorino nasce da latte ovino crudo di pecore allevate allo stato semibrado. La stagionatura su tavole di legno dona al formaggio note di erba fresca e fieno, con una crosta rugosa che racconta il microclima del territorio.
Ricotta salata della Valnerina
Nell’Umbria meridionale, dal siero del latte di pecora nasce questa ricotta che viene salata a secco e fatta asciugare su graticci. Il sapore deciso ma equilibrato la rende perfetta per condire cereali antichi come il farro.

Marzolina laziale
Piccolo caprino della Ciociaria e della Valle di Comino, viene prodotto in primavera quando il latte di capra è più ricco di aromi. Un tempo utilizzata come “moneta” per gli scambi tra pastori, oggi è considerata una delle specialità più intense della penisola.
Sud Italia: mediterraneo e tradizione pastorale
Mozzarella nella mortella
Una mozzarella vaccina a latte crudo avvolta in rametti di mirto, secondo un’antica tecnica di conservazione che profuma naturalmente il formaggio. I sentori balsamici e leggermente amarognoli donano originalità alla classica caprese estiva.
Fiore sardo
Il più antico pecorino sardo viene ancora prodotto in caldaie di rame, affumicato su fuoco vivo di legna e stagionato con cura quotidiana. Il sapore intenso si esprime al meglio negli spaghetti mantecati, completati da bottarga e scorza di limone.

Caciocavallo di Ciminà
Dalla Locride calabrese arriva questo formaggio a pasta filata dalla consistenza elastica. La tecnica del “caciocavallo impiccato”, con il formaggio sciolto lentamente sulla brace, crea un rituale conviviale perfetto per le serate estive.
Un patrimonio da tutelare
Questi formaggi rappresentano molto più di semplici prodotti: sono custodi di biodiversità, tradizioni millenarie e saperi artigianali. Razze bovine, ovine e caprine autoctone, metodi di lavorazione tramandati di generazione in generazione, territori unici nel loro genere.
L’appuntamento con Cheese 2025 sarà l’occasione per scoprire dal vivo queste e molte altre specialità, in un percorso che celebra l’eccellenza casearia italiana e la sua capacità di raccontare storie di uomini, animali e paesaggi.
