Aperto a Milano, in via Tortona, il quinto locale della prima veganbourgheria gourmet d’Italia. Da Flower Burger al posto della carne si utilizzano ceci, quinoa, tofu, seitan, in mix coloratissimi e stuzzicanti

C’è poco da fare: il gusto vegano piace. Sarà la leggerezza, sarà l’appeal salutistico o la voglia di sperimentare nuovi sapori. A Milano ha aperto in via Tortona, nel cuore del design district, un nuovo locale di Flower Burger, prima veganburgheria gourmet d’Italia. Il quinto, dal 2015, che segue alle sedi di Milano, in Porta Venezia, Roma, Torino e Monza. Uno spazio nato dall’idea di Matteo Toto, imprenditore under 30 che con i soci ha intrapreso un viaggio nel mondo, partendo da Varsavia, alla scoperta di gusti inediti. Il piano di espansione, ci fanno sapere, proseguirà anche con l’anno nuovo, con mete anche all’estero.

Per il 2018 sono attesi i burger con farina di insetti e con carne sintetica: chi vincerà la partita?

Dimenticatevi, innanzitutto, gli ambienti tristi e punitivi: gli spazi interni del nuovo Flower Burger, come gli altri della catena, sono invitanti: ambienti coloratissimi stile anni ‘60-70, un po’ hippy e «figli dei fiori», con richiami ai Beatles più psichedelici. Si accede alla cucina spostando una tenda colorata. Totale accoglienza, nessun settarismo: ci raccontano che in realtà arrivano qui molti clienti che amano la carne, ma hanno voglia di gustare qualcosa di diverso.

Ma il bello è la prova del gusto: e bisogna dire che i burger sono veramente buoni, leggeri ma ricchi di sapore. A partire dal pane, home made, coloratissimo (niente coloranti artificiali): si passa da quello giallo con la curcuma, al nero grazie al carbone vegetale, fino al viola (un cult), ottenuto grazie all’estratto di ciliegia. Niente proteine della carne, sostituite invece da burger di quinoa, ceci, tofu affumicato, seitan, funghi in un mix ricchissimo di ingredienti, legati sapientemente da gustose salse (spicy, al guacamole, alle olive, ai peperoni, ai funghi, tartara vegana).

Un esempio è il Pepper Seitan, preparato con bun (il panino tondo e morbido) giallo alla curcuma, burger di ceci, tartare di cipolla di Tropea, insalata, germogli di soia, pomodori confit, salsa di peperoni. I burger, 100 per cento vegani, sono accompagnati da stuzzicanti patate al forno spolverate di paprika.

Sul fronte innovazione sono attese sorprese shock per il futuro degli hamburger. Dal primo gennaio 2018, grazie al nuovo regolamento Ue, potrebbero arrivare sulle nostre tavole gli insetti: tranquilli, niente zampette o ali di locuste, molto probabilmente verranno utilizzati come farine, grazie all’alto apporto proteico. Dunque aspettiamoci il primo hamburger con farina di grilli o bachi da seta (il gusto è vanigliato).

Nel 2018 approderà sul mercato anche la prima carne prodotta in laboratorio, dopo che nel 2013 Mark Post, fisiologo dell’Università di Maastricht, ha presentato il primo hamburger con carne sintetica. L’annuncio arriva dalla start up californiana Hampton Creek che come materia prima utilizza le cellule staminali di animali: niente macelli, pertanto, e niente antibiotici. La sfida all’ultimo morso al classico hamburger di manzo è aperta.