I consumatori europei spendono 157 miliardi fuori casa ma bevono meno alcol. Crescono birre 0.0 e bevande funzionali
L’estate del beverage 2025 si chiude con un bilancio che racconta una trasformazione profonda nel modo di bere degli italiani e degli europei. A fotografare la situazione sono due analisi di mercato complementari: da un lato Partesa, leader nella distribuzione beverage per il canale Ho.Re.Ca. con 7.400 referenze, dall’altro Circana, azienda americana specializzata in ricerche di mercato e analisi dati sui comportamenti dei consumatori, che serve quasi 7.000 brand e retailer nel mondo.
I numeri parlano chiaro: il mercato fuori casa europeo tiene (157 miliardi di euro spesi secondo Circana), ma le scelte sono cambiate radicalmente.
Il grande ritorno della birra
Dopo mesi difficili, la birra ha mostrato i primi segnali di ripresa. Ma non tutte le tipologie hanno beneficiato del trend positivo. A vincere sono state le lager accessibili e i brand conosciuti: Birra Messina Cristalli di Sale, Moretti Filtrata a Freddo, Dreher L’Originale e Ichnusa Ambra Limpida hanno dominato i banconi, secondo l’analisi di Partesa.

Il fenomeno più interessante riguarda però le birre analcoliche. Heineken 0.0 e Birra Moretti Zero registrano crescite a doppia cifra da oltre un anno, conferma Giovanni Marco Esposito, direttore commerciale di Partesa. Parallelamente, i dati Circana mostrano che il 55% degli europei ormai si aspetta che bar e ristoranti abbiano sempre la birra analcolica disponibile.
Vino: italiani riscoprono il territorio
Per il vino l’annata 2025 non è stata brillante, ma ha riservato sorprese. Il calo del potere d’acquisto ha penalizzato gli Champagne, favorendo invece Franciacorta, Alta Langa e Trentodoc. I consumatori cercano qualità a prezzi più accessibili, riscoprendo le produzioni italiane.
Tra i bianchi fermi vincono i monovitigno freschi e verticali, perfetti per l’abbinamento gastronomico estivo. Il segmento no alcol nel vino rimane ancora marginale in Italia, più una curiosità che una vera esigenza di mercato.
Spirits: gin si stabilizza, cocktail RTD volano
Dopo dieci anni di crescita costante, il gin ha rallentato. Il potere d’acquisto ridotto ha spostato le preferenze verso spirits di fascia media, confinando i superpremium solo nei locali di alta gamma.
La vera rivoluzione è arrivata dai cocktail ready-to-drink, che rappresentano l’unica categoria alcolica in crescita (+6,5% le vendite al dettaglio secondo Circana, +145 milioni di euro). I cocktail in fusto, come quelli di Mixum partner di Partesa, stanno conquistando locali ed eventi per qualità e praticità del servizio.

La rivoluzione analcolica
I dati europei di Circana confermano una tendenza inarrestabile: il consumo di alcol è calato del 6% nei locali, mentre le bevande analcoliche sono cresciute del 5,5% al dettaglio (4 miliardi di euro in più). Non si tratta di una rinuncia, ma di scelte più consapevoli.
Come spiega Edurne Uranga, VP Foodservice Europe di Circana: «Le bevande sono diventate una forma di espressione personale, un modo per migliorare l’umore e per sostenere i propri obiettivi di vita». Le “soda smart” con prebiotici, vitamine e ingredienti funzionali stanno sostituendo le bibite tradizionali. Tè freddi al matcha, bevande al latte con ube e acque frizzanti al CBD guidano un mercato che punta su benefici per corpo e mente.
Energy drink: crescita silenziosa
Spesso sottovalutati, gli energy drink rappresentano la categoria in più rapida crescita (+9% nelle consumazioni fuori casa secondo Circana). Le vendite al dettaglio sono aumentate del 7,7% nell’ultimo anno, accelerando al +13,3% negli ultimi tre mesi. Il trend non coinvolge più solo sportivi e palestrati, ma si sta allargando al consumo quotidiano, spinto da formule con caffeina naturale e zero zuccheri.
Chi vince e chi perde
I vincitori dell’estate
- Cocktail ready-to-drink (+6,5%)
- Bevande analcoliche (+5,5%)
- Energy drink (+9% fuori casa)
- Birre analcoliche (crescita a doppia cifra)
- Spumanti italiani (Franciacorta, Alta Langa, Trentodoc)
Gli sconfitti
- Alcolici tradizionali (-6% fuori casa, -1,7% al dettaglio)
- Champagne (penalizzati dal prezzo)
- Spirits superpremium (limitati ai locali di fascia alta)
- Bibite zuccherate (sorpassate dalle versioni funzionali)
Lo sguardo al futuro
L’estate 2025 ha certificato un cambiamento generazionale nel modo di bere. I consumatori tra 18 e 34 anni guidano la domanda di bevande “instagrammabili”, funzionali e a basso contenuto alcolico, come evidenzia l’analisi Circana.
Il settore si sta adattando: i brand alcolici lanciano versioni analcoliche, mentre i produttori di soft drink investono in ingredienti attivi e benefici per la salute. Come sottolinea Ananda Roy, Senior VP di Circana: «I confini sfumati tra le categorie stanno diventando essenziali per la crescita».
