Donne del Vino, nasce il Gruppo Gen Z

L’associazione lancia su TikTok e Instagram una serie di video pensati dalle socie più giovani per raccontare il vino ai coetanei

Il vino fatica sempre di più a intercettare i giovani, e Le Donne del Vino hanno deciso di provarci mettendo loro stesse al lavoro: nei giorni scorsi è nato il Gruppo Gen Z dell’Associazione Nazionale, un gruppo di socie giovani che ha debuttato su TikTok e Instagram con video brevi su falsi miti, dubbi comuni e curiosità sul vino, raccontati da chi ha più o meno la stessa età di chi guarda.

Il gruppo è coordinato dalla consigliera nazionale Roberta Urso e riunisce socie da tutta Italia, tra produttrici, sommelier, comunicatrici e giornaliste. Ne fanno parte, tra le altre, Federica Bonetta di Baglio del Cristo di Campobello, Sara Costantini di Villa Simone, Gabriella Favara di Donnafugata e Ginevra Prati di Oddone Prati, insieme a professioniste che lavorano nella ristorazione, nel giornalismo e nella sommellerie in regioni diverse, dalla Sicilia al Piemonte, dalla Sardegna all’Umbria.

Giovani in vigna
Giovani in vigna

Un pubblico che si allontana dal vino

Secondo Urso, oggi molti giovani percepiscono il vino come un prodotto distante, complicato, talvolta elitario: un’immagine che rischia di allontanare una generazione abituata a cercare autenticità e contenuti immediati.

I numeri raccolti da Nomisma Wine Monitor per Le Donne del Vino, presentati durante il Forum Internazionale dell’associazione, danno corpo a questa percezione. Negli ultimi vent’anni il consumo di vino in Italia è sceso da 29,3 a 21,8 milioni di ettolitri, un calo che accompagna un cambiamento più ampio nelle abitudini di consumo a livello mondiale.

Lo studio segnala anche dove si sta spostando l’interesse di Generazione Z e Millennials: prodotti sostenibili, capaci di raccontare una storia, con un packaging che esce dagli schemi classici. Cresce il consumo occasionale, e l’enoturismo si conferma tra gli strumenti più efficaci per avvicinare chi il vino non lo beve ancora abitualmente.

Video girati dalle stesse socie

I contenuti del Gruppo Gen Z toccano temi ricorrenti: i falsi miti, la sostenibilità, il consumo consapevole, gli abbinamenti, le professioni legate al vino. Il primo reel affronta uno dei luoghi comuni più diffusi, quello secondo cui il vino sarebbe una materia riservata agli esperti.

I video sono girati direttamente dalle protagoniste, senza sceneggiature elaborate. La scelta risponde a una logica precisa: nella comunicazione digitale, la vicinanza generazionale tra chi parla e chi ascolta pesa più della qualità della produzione.

La presidente nazionale Daniela Mastroberardino ha collegato l’iniziativa a una strategia più ampia dell’associazione: il vino resta un patrimonio culturale importante, ma deve trovare linguaggi nuovi per dialogare con chi oggi ha vent’anni, senza perdere autenticità. Per questo, ha spiegato, l’associazione ha scelto di dare voce alle socie più giovani, convinta che nessuno costruisca un dialogo credibile con i propri coetanei meglio di loro.

Non solo social: gli altri progetti per i giovani

Il Gruppo Gen Z si aggiunge ad altre iniziative con cui Le Donne del Vino lavorano da anni sul ricambio generazionale. Tra queste, D-Vino porta l’educazione al vino negli istituti alberghieri e turistici italiani, mentre Essenze di Vite, realizzato con Ais, forma gratuitamente sette giovani donne selezionate insieme agli istituti alberghieri.

Urso ha definito il primo nucleo del Gruppo Gen Z un punto di partenza, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere altre socie giovani nei prossimi mesi.

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