Cantina di Venosa trionfa al concorso Città del Vino

La storica cooperativa lucana conquista gran medaglia d’oro con il Carato Venusio DOCG 2017 e altri due riconoscimenti

La Cantina di Venosa ha ottenuto tre importanti riconoscimenti al XXIII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, svoltosi a Roma lo scorso giugno. La cerimonia di premiazione si è tenuta in Campidoglio alla presenza del presidente Francesco Perillo, del consigliere Vincenzo Murante e del sindaco di Venosa Francesco Mollica.

Il risultato più prestigioso è arrivato con il Carato Venusio DOCG 2017, che ha conquistato la Gran Medaglia d’Oro, il massimo riconoscimento del concorso. Completano il podio la Medaglia d’Oro per il Gesualdo DOP 2020 e la Medaglia d’Argento per il Verbo DOP 2021. Tutti e tre i vini sono risultati anche nella classifica speciale dei Vini Vulcanici.

Francesco Mollica, Francesco Perillo e Vincenzo Murante alla premiazione
Francesco Mollica, Francesco Perillo e Vincenzo Murante alla premiazione

Una cantina radicata nel territorio

La Cantina di Venosa nasce nel 1958 come cooperativa sociale, raccogliendo l’eredità di una tradizione vitivinicola che affonda le radici nell’antichità. Venosa, città natale del poeta Orazio, si trova nel cuore del Vulture, area vulcanica della Basilicata dove i suoli ricchi di minerali conferiscono ai vini caratteristiche uniche.

La cantina oggi riunisce circa 300 soci viticoltori che coltivano 1.200 ettari di vigneti sui terreni vulcanici del Monte Vulture. Qui cresce l’Aglianico del Vulture, vitigno autoctono considerato uno dei grandi rossi del Sud Italia, capace di esprimere al meglio le peculiarità del territorio.

I vini premiati

Il Carato Venusio DOCG 2017 rappresenta la punta di diamante della produzione. Ottenuto da uve Aglianico del Vulture provenienti dai vigneti migliori, matura in botti di rovere per almeno 18 mesi. Il risultato è un vino di grande struttura, con note di frutti scuri, spezie e mineralità vulcanica.

Il Gesualdo DOP 2020 prende il nome dal principe di Venosa Carlo Gesualdo, compositore del XVI secolo. È un Aglianico del Vulture più giovane e immediato, che mantiene la tipica eleganza del vitigno con tannini più morbidi e un approccio beverino.

Il Verbo DOP 2021 completa la gamma con un profilo moderno dell’Aglianico del Vulture, caratterizzato da una fermentazione controllata che esalta la freschezza e la mineralità tipiche dei suoli vulcanici.

Vigneti nel territorio del Vulture
Vigneti nel territorio del Vulture

L’Aglianico del Vulture

L’Aglianico del Vulture DOCG è riconosciuto dal 2011 come la prima denominazione di origine controllata e garantita della Basilicata. Il vitigno Aglianico, di origine greca, trova nel terroir vulcanico del Monte Vulture le condizioni ideali per esprimere complessità e longevità.

I vigneti si sviluppano tra i 200 e i 700 metri di altitudine, su suoli di origine vulcanica ricchi di potassio e minerali. Il clima è continentale con escursioni termiche significative, fattore che contribuisce a sviluppare nel vino intensità aromatica e struttura tannica.

La produzione annua della Cantina di Venosa si aggira intorno ai 4 milioni di bottiglie, di cui circa il 30% destinato all’export, principalmente verso Germania, Stati Uniti e mercati del Nord Europa.

Questi riconoscimenti confermano la qualità del lavoro svolto dalla cooperativa lucana e la capacità dell’Aglianico del Vulture di competere sui mercati internazionali, portando avanti una tradizione vitivinicola che unisce storia e innovazione.

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