Caffarel, dalle nocciole piemontesi ai cioccolatini

Il marchio torinese presenta la collezione autunno 2025: tre linee che puntano su territorio e artigianalità italiana

Ottobre è il mese della raccolta delle nocciole in Piemonte. Quelle della varietà Tonda Gentile Trilobata che crescono sulle colline del Roero e delle Langhe diventano, dopo pochi giorni, gianduiotti e cremini negli stabilimenti Caffarel. È questo ciclo stagionale che guida le novità autunnali 2025 del marchio torinese.

Tricolore: il Made in Italy come messaggio

La nuova gamma Tricolore riprende due linee storiche dell’azienda – Piemonte e Gianduia – e le veste con i colori della bandiera italiana. L’obiettivo è valorizzare la provenienza nel canale tradizionale, quello delle cioccolaterie e dei negozi specializzati. Si trovano confezionati nei classici cornet e nelle barre, oppure sfusi per chi preferisce comporre il proprio assortimento.

Caffarel gianduiotto tricolore
Caffarel gianduiotto tricolore

Bosco: l’autunno illustrato da Antonella Canavese

La linea Bosco esiste da anni nel catalogo Caffarel, ma per questa stagione è stata ridisegnata completamente. L’azienda ha collaborato con l’illustratrice Antonella Canavese per creare nuove grafiche che rappresentano gli animali del bosco nei toni dell’autunno.

La collezione comprende una latta piena di cioccolatini assortiti, i cornet con il mix della linea, e poi i Ricci e le Coccinelle si possono trovare anche da soli, come dolcetti singoli. Per i più piccoli c’è anche un peluche a forma di gufo che nasconde al suo interno del cioccolatiini assortiti.

Le Origini di Caffarel: arriva il Cremino Prestigio Mandorla

La terza proposta autunnale punta sui cremini e sulle praline. La novità è il Cremino Prestigio Mandorla, che si aggiunge alle ricette già presenti nella linea Origini. Si può acquistare sfuso oppure nelle diverse confezioni: c’è la Latta Fabbrica, quella quadrata e quella tonda, pensate per occasioni e budgets diversi.

Tre linee diverse per target e canali differenti, ma con un filo conduttore comune: la materia prima piemontese e la lavorazione accurata e appassionata che da quasi due secoli caratterizza la produzione torinese del cioccolato.

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