Da Londra a Montalcino: i Lee acquisiscono la storica cantina e affidano la gestione ad Agostino Lippi per un nuovo corso
Da Londra ai vigneti di Montalcino, il passo è breve quando di mezzo c’è la passione per il vino. La famiglia Lee, di origine coreana ma con base nella capitale britannica, ha appena concluso l’acquisto di Tenuta Cerbaia, una delle piccole cantine storiche del Brunello. Non è la prima volta che imprenditori stranieri guardano a questa denominazione, dove negli ultimi anni i vigneti hanno toccato quotazioni da capogiro: un milione di euro ad ettaro.
Una piccola realtà con una storia lunga
Cerbaia non è un colosso. Parliamo di 12 ettari totali, di cui solo 5 coltivati a vigneto, per una produzione di 18.000 bottiglie all’anno. L’azienda è nata nel 1978 per volontà di Fabio Pellegrini, politico ed europarlamentare, che aveva sviluppato i terreni di famiglia sul versante Nord di Montalcino. I vigneti si trovano tra i 350 e i 400 metri di altitudine, su quei terreni galestro e argilla scistosa del Miocene che caratterizzano alcune delle zone più vocate della denominazione.

Il nuovo corso con Agostino Lippi
Per gestire questa nuova fase, i Lee hanno scelto Agostino Lippi, professionista che ha fatto esperienza tra Montalcino e la Maremma toscana. La linea dichiarata è quella della continuità: niente rivoluzioni, nessuna forzatura produttiva. “Il progetto si svilupperà secondo un approccio graduale e discreto”, ha spiegato Lippi, sottolineando l’importanza di osservare, raccogliere dati e rispettare i ritmi naturali del territorio.
Tradizione e microclima
Cerbaia ha sempre puntato su un Brunello tradizionale, dove si riconosce il territorio. I vigneti sono circondati dalla macchia mediterranea e beneficiano di un’esposizione a Nord con microclima caldo-arido. La filosofia è quella classica: cure agronomiche attente, bassa produzione per ceppo, maturazione adeguata. Il risultato, almeno nelle intenzioni, è un vino che esprime finezza, armonia e profumo.
Un legame con la Toscana
I Lee non sono nuovi alla regione. Il legame con la Toscana dura da tempo e questa acquisizione sembra più il coronamento di una passione che un investimento puramente finanziario. Resta da vedere come evolverà il progetto nei prossimi anni, in un territorio dove la pressione sul mercato è alta e le aspettative altrettanto.
