La cantina di Roccatederighi affina la mappa dei suoi Cabernet Franc, portando a quattro le etichette in purezza
Osservare, ascoltare, aspettare. Sono anni che Marco Tait cammina tra i filari della vigna La Rocca, a 550 metri sopra Roccatederighi. Nota il portamento dei germogli, assaggia gli acini, osserva le erbe spontanee sotto le viti. Piccole differenze che raccontano identità diverse. Così sono nati “16 File” e “30 File”, i due nuovi Cru di Cabernet Franc che Ampeleia aggiunge alla sua gamma.
La produzione è limitata: meno di 1.500 bottiglie complessive per questi due vini che nascono dalla vinificazione separata di parcelle specifiche. Una scelta che arriva dopo anni di lavoro e che porta a quattro il numero di Cabernet Franc in purezza firmati dalla cantina.

Una cantina nata da una ricerca
Ampeleia nasce nel 2002 dall’incontro tra Elisabetta Foradori, Thomas Widmann e Giovanni Podini, che hanno cercato per due anni in tutta Italia un luogo lontano dai soliti stereotipi viticoli. Oggi l’azienda si estende su 120 ettari tra i 200 e i 600 metri di altitudine, di cui 35 dedicati alla viticoltura, condotti interamente secondo i principi della biodinamica.
Marco Tait ha preso in mano le redini dell’azienda a soli 22 anni, convertendo i vigneti alla biodinamica dal 2009. La cantina rifiuta l’uso delle botti di legno: tutti i vini fermentano e maturano esclusivamente in vasche di cemento, una scelta che punta a far emergere le caratteristiche autentiche delle uve senza mediazioni.
Il territorio: Roccatederighi e le Colline Metallifere
Il Geoparco delle Colline Metallifere si estende su 1.187 kmq nel nord della Provincia di Grosseto e dal 2010 fa parte della Rete Mondiale dei Geoparchi UNESCO. Un territorio con 34 siti minerari, 41 geositi e più di 250 minerali e rocce che raccontano 300 milioni di anni di storia geologica.
La vigna La Rocca è un anfiteatro naturale che prende il nome dallo sperone di roccia su cui sorge Roccatederighi, situata a 500 metri d’altitudine. Dodici ettari divisi in parcelle di Cabernet Franc su terreni fertili e ventilati, composti da argille impastate con ciottoli, puddinghe e sabbia. Un luogo dove l’escursione termica e le correnti d’aria creano condizioni uniche per il Cabernet Franc.

Cabernet Franc: un vitigno che qui trova casa
Il Cabernet Franc è un vitigno permaloso e difficile da lavorare, che riesce a esprimere le sue migliori qualità solo su certi terreni. A Roccatederighi ha trovato condizioni ideali. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe dai terreni argillosi, qui nascono Cabernet Franc non particolarmente strutturati ma espressione del frutto puro, caratterizzati da note mentolate varietali in armonia con frutto fresco e mineralità persistente.
Due interpretazioni di uno stesso luogo
I nuovi “16 File” e “30 File” prendono il nome dalle parcelle di provenienza. Tait li descrive con chiarezza: «Uno più sottile ed elegante, l’altro più materico e ampio al palato. Entrambi mantengono la freschezza e la finezza tipiche del Franc a Roccatederighi».
Si aggiungono al “Cabernet Franc”, che proviene da vigne con maggiore presenza di argilla nella vigna dell’Asina, e ad “Ampeleia”, l’etichetta simbolo della cantina che dal 2015 si esprime in purezza dopo aver inizialmente incluso altri vitigni nel blend.
Otto ettari, quattro vini
Gli otto ettari dedicati al Cabernet Franc generano ora quattro interpretazioni distinte. Una mappa sempre più precisa di un territorio che Ampeleia continua a studiare e ascoltare, anno dopo anno. La scelta di valorizzare le differenze tra i filari non è un vezzo: è il risultato concreto di un lavoro di osservazione quotidiana che ha portato a riconoscere identità specifiche.
La limitata disponibilità dei nuovi Cru (meno di 1.500 bottiglie totali) conferma l’approccio della cantina: niente compromessi, solo vini di qualità che raccontano con precisione il loro luogo d’origine.
