Agroalimentare: Italia cresce, Francia crolla nel 2024

L’Italia segna +1,4% nel primo trimestre 2025 mentre la Francia registra un drammatico -8,8% per tutto il 2024

Il settore agroalimentare italiano mostra segni di ripresa nel primo trimestre 2025, secondo i dati ISMEA contenuti nel Report AgriMercati. Il valore aggiunto agricolo è cresciuto dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i prezzi alla produzione sono saliti del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2024.

I prodotti zootecnici hanno trainato questa crescita, beneficiando di condizioni di mercato più favorevoli. Anche l’industria alimentare ha registrato un +1,6%, sostenuta da una domanda interna e internazionale in ripresa.

Le esportazioni confermano la solidità del Made in Italy: +6% rispetto al primo trimestre 2024, superando i 18 miliardi di euro. Formaggi, vino e caffè si confermano i settori trainanti, mentre i consumatori italiani hanno aumentato la spesa alimentare del 3,8%, privilegiando qualità e origine dei prodotti.

Trattori al lavoro
Trattori al lavoro

Gli operatori guardano al futuro con cauto ottimismo: il 21% degli agricoltori prevede miglioramenti nel secondo trimestre, mentre oltre la metà delle imprese dell’industria alimentare si aspetta un incremento delle vendite.

Francia: un 2024 da dimenticare

Dall’altra parte delle Alpi, la situazione è drammaticamente diversa. L’INSEE ha certificato un crollo della produzione agricola francese: -8,8% in valore nel 2024, con prezzi in calo del 3,8% e volumi che hanno perso il 5,2%.

Il settore vinicolo è stato il più colpito, con un crollo del 28,8% in volume. Tutte le regioni viticole hanno subito condizioni meteorologiche avverse, dalla fioritura alle vendemmie. Record negativo per lo champagne: -42,4%.

I cereali non sono stati da meno: raccolti in calo del 16,8%, con il grano tenero che ha perso il 27,3%. Le ondate di caldo e i temporali estivi hanno compromesso i raccolti, mentre i prezzi mondiali bassi hanno penalizzato ulteriormente i produttori francesi.

Campo di grano
Campo di grano

Nel settore zootecnico, unica nota positiva il pollame (+12,9%) che si è ripreso dopo anni di influenza aviaria. La produzione suina mostra una “leggera” ripresa, mentre bovini, ovini e caprini continuano il declino strutturale.

Due agricolture, due destini

Il confronto tra Italia e Francia racconta storie diverse. Mentre l’Italia riesce a mantenere la competitività puntando su qualità e diversificazione, la Francia – prima potenza agricola europea – ha pagato duramente l’impatto di eventi climatici estremi e la volatilità dei mercati globali.

La FNSEA, principale sindacato agricolo francese, ha definito “insostenibile” la situazione di molti agricoltori, chiedendo interventi urgenti attraverso la PAC e misure protettive contro gli accordi di libero scambio.

Due modelli agricoli che affrontano sfide simili – cambiamenti climatici, inflazione, instabilità geopolitica – ma con risultati opposti, almeno nel breve periodo.

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