Dieci milioni per le imprese ittiche: finanziamenti fino a 20.000 euro senza interessi, domande su Ismea dal 13 al 30 ottobre
Le imprese italiane della pesca e dell’acquacoltura potranno chiedere un finanziamento a tasso zero fino a 20.000 euro con la Cambiale Azzurra, la misura da dieci milioni di euro annunciata dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Le domande si presentano online sul portale dell’Ismea dalle 12 del 13 ottobre alle 12 del 30 ottobre. Il prestito dura cinque anni e il rimborso del capitale comincia dopo i primi due.
Il tetto sale a 60.000 euro per le imprese o le cooperative armatoriali con più imbarcazioni. L’obiettivo, ha spiegato Lollobrigida, è mettere i pescatori nella condizione di continuare a lavorare e a produrre reddito «in una fase così difficile», favorendo il ricambio generazionale e tutelando la sovranità alimentare italiana ed europea. Per il ministro la Cambiale è un altro tassello di un lavoro avviato: più liquidità, più strumenti, più sostegno alle imprese.
Il caro carburante all’origine della crisi
La misura arriva dopo mesi di pressione sui costi. Da marzo la crisi in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno fatto salire il prezzo dell’energia e del gasolio. Il governo era già intervenuto con il decreto carburanti, che ha riconosciuto alle imprese della pesca un credito d’imposta fino al 20% della spesa di carburante sostenuta tra marzo e maggio, con dieci milioni di euro stanziati. Le imprese ammesse al beneficio sono 1.937, su 2.122 domande presentate.
Secondo Daniela Borriello, responsabile di Coldiretti Pesca, la Cambiale Azzurra si somma al credito d’imposta e agli sconti sul gasolio per assicurare liquidità alle imprese. Il rischio, ha avvertito, è che molte barche riducano le uscite in mare: ne risentirebbe la disponibilità di pesce sui mercati, con più spazio per le importazioni a basso costo. Per le circa 12.000 imprese della pesca italiane Coldiretti ha chiesto ora misure strutturali.

I numeri della pesca italiana
Secondo l’Annuario sul mercato ittico 2025, realizzato da Bmti (società del sistema delle Camere di commercio) con il Masaf, nel 2024 la flotta italiana contava circa 11.600 imbarcazioni, per 140.000 tonnellate di stazza lorda. Le imprese del settore impiegavano quasi 25.000 addetti, di cui 18.742 nella pesca marina.
Le catture hanno raggiunto 125.338 tonnellate, il 3,8% in più rispetto al 2023, ma il loro valore è sceso del 2,1%, a 683,7 milioni di euro. L’acquacoltura è scivolata sotto le 100.000 tonnellate, con un calo del 24%. Il saldo con l’estero resta pesante: nel 2025 le importazioni di prodotti ittici sono state 1,1 milioni di tonnellate, per 7,8 miliardi di euro, a fronte di 140.000 tonnellate esportate; il disavanzo commerciale ha toccato i 6,7 miliardi.
Il nodo del credito
Il problema dell’accesso ai finanziamenti precede la crisi energetica. Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative agroalimentare e pesca, ha citato il rapporto Masaf-Izi sulla filiera ittica: il 42,9% delle imprese chiede di poter accedere al credito senza garanzie, il 23,3% indica la necessità di un sostegno per coprire i costi delle garanzie e il 39,2% considera prioritario abbattere gli interessi. Gli impieghi bancari nella pesca sono scesi da circa 163 milioni di euro nel 2013 a poco più di 119 milioni nel 2024, una riduzione del 27 per cento.
Per Tiozzo, con il carburante che continua a comprimere i margini, intervenire sulle garanzie e sul costo dei finanziamenti significa affrontare uno dei limiti principali alla capacità di investimento del comparto. La Cambiale Azzurra va in questa direzione, ma «boccata di ossigeno» è il termine che ha usato per descriverla, non quello di soluzione.
Le attese del settore
Giovanni Azzone, presidente di Federpesca, ha ritenuto che il tasso zero con due anni di preammortamento darà respiro a imprese che faticano a sostenere i costi di gestione. La federazione ha segnalato due novità rispetto al passato: l’assenza del click day, che in precedenza aveva penalizzato molti operatori, e la destinazione delle risorse alla sola pesca e acquacoltura. Nell’edizione precedente la misura era aperta anche all’agricoltura, e il comparto ittico ne era uscito svantaggiato.
La direttrice di Federpesca, Francesca Biondo, si è detta certa che il governo valuterà un’integrazione dello stanziamento se le domande dovessero superare le risorse. Enrico Casola, presidente del dipartimento Pesca di Agci Agroittico, ha osservato che in un settore alle prese con caro-carburante, tensioni geopolitiche ed emergenze climatiche «la liquidità non è un dettaglio»: serve a programmare, mantenere l’occupazione e non fermare l’attività.
Le richieste vanno inviate solo dal portale Ismea, tra le 12 del 13 ottobre e le 12 del 30 ottobre.
